lunedì 10 ottobre 2011

Aveva tentato di rapinare un camionista, regalbutese inchiodato dalle impronte

Nella mattinata di oggi, gli uomini, della squadra di P.G. del Commissariato di Nicosia, diretto dal Commissario Capo dott. Daniele Manganaro, ha dato esecuzione all’ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dal GIP della Procura di Nicosia, nei confronti di un noto pregiudicato di Regalbuto.
Le indagini, da parte delle squadra di P.G. del locale Commissariato, sono iniziate lo scorso febbraio, quando si presentava presso il predetto Ufficio un noto commerciante Nicosiano, il quale sporgeva oralmente denuncia di tentata rapina ad opera di ignoti.
Lo stesso riferiva che nella notte precedente, mentre percorreva con il suo autocarro la S.P. 21, bivio Regalbuto, veniva assalito da alcuni malviventi a viso coperto, i quali, nel tentativo di bloccare l’autocarro, gli lanciavano contro un’autovettura, una Fiat Panda rubata nottetempo a Regalbuto.
I malviventi, però, non riuscivano però nel loro intento perché la vittima reagiva al tentativo di fermo, investendo l’autovettura e scappando in direzione dell’autostrada A19. Tuttavia i rapinatori non desistevano dal loro progetto criminale e lo inseguivano tentando ulteriormente di fermarlo; il commerciante, per evitare di venire assalito, zigzagava e impediva il sorpasso, riuscendo finalmente a liberarsi di loro non appena giunto nei pressi dell’imbocco dell’autostrada, svincolo Agira.
L’attività investigativa avanzava con il recupero e sequestro della Fiat Panda, abbandonata sul posto dai rapinatori, che permetteva al personale della locale Polizia scientifica di effettuare gli accertamenti tecnici all’interno dell’autovettura, al fine di esaltare eventuali frammenti di impronte. Tali constatazioni davano esito positivo, consentendo di attribuire uno dei frammenti di impronte rinvenuti a Giuseppe Spata (nella foto), classe 1987, residente a Regalbuto, già pregiudicato per reati specifici.
Oltre agli accertamenti sulle impronte digitali, venivano analizzate le tracce informatiche lasciate dallo Spata, nella notte, e venivano incrociate le celle delle utenze telefoniche, da cui si ricava il luogo in cui si trovava alla presunta ora della rapina, che coincideva con il luogo indicato dal commerciante nicosiano, nella prima denuncia.
Grazie alla laboriosa attività investigativa della locale squadra di P.G., si è riusciti oggi a fare luce su un caso, che ha destato nel tempo particolare allarme sociale.
Ultimati gli atti di rito, il giovane è stato associato alla casa circondariale di Nicosia, a disposizione dell’A.G. procedente.

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