lunedì 30 luglio 2012

Svincolo fondi antiparassitari, Unione allevatori di Sicilia sollecita Sindaco Regalbuto

L’Unione allevatori di Sicilia, con una nota inviata al sindaco di Regalbuto, e controfirmata da circa 50 allevatori dello stesso comune, ha sollecitato l‘amministrazione comunale regalbutese ad intervenire cercando di risolvere alcuni problemi degli agricoltori e in particolare a svincolare delle somme che, nello scorso marzo, erano state deliberate per effettuare un trattamento di antiparassitari sugli allevamenti esistenti in territorio comunale.
“Precisiamo – dichiara Carmelo Galati Rando, vicepresidente dell’Unione – che le somme in questione sono pari a 15.000 euro e sono state stanziate a seguito di una precedente richiesta della nostra associazione alla precedente amministrazione. Già dalla data della delibera ci sono state delle “anomalie” in quanto l’amministrazione, che in quel momento era uscente e in piena campagna elettorale, sembrava solo avere accolto l’idea prospettata da noi, ma non dava espressamente delega alla nostra associazione di occuparsi di tale profilassi. Non solo, la delibera in questione ha suscitato molto stupore, in quanto prevedeva persino la vaccinazione contro la “mucca pazza” adesso sembra che sia stata annullata o rettificata, ancora non sappiamo bene”. Questo è quello che è emerso dall’ultimo incontro che Carmelo Galati Rando ha avuto con il sindaco Francesco Bivona. “Sono molto rammaricato e deluso – ha commentato Carmelo Galati Rando per il fatto che ho visto primeggiare a voglia di apparire come belle damine, prima ancora di fare del bene alla collettività, e per giunta con le idee (e i vestiti) degli altri”.

Ingerenza della mafia catanese nella zona di Catenanuova, Regalbuto e Centuripe

La mafia catanese, ed in particolare il clan Cappello ha avuto sempre una certa ingerenza, nella zona di Catenanuova, Regalbuto e Centuripe condizionando le attività di imprenditori, artigiani e commercianti, chiedendo il pizzo, mentre la famiglia di Enna di Cosa Nostra ha preferito stare fuori, preferendo per certi aspetti la zona industriale di Dittaino. I contrasti tra il clan dei catanesi e la famiglia Prestifilippo Cirimbolo, originaria della zona dei Nebrodi, sono sorti già negli anni ’80 ed il primo omicidio si verificò il 13 marzo del 1991 fu ucciso Giuseppe, cugino di Salvatore Cirimbolo, poi l’anno successivo fu ucciso un altro cugino Gabriele, quindi a novembre del 1996 fu ucciso il fratello Francesco. Le indagini dei carabinieri si indirizzarono verso la mafia agricola, considerato che i Prestifilippo Cirimbolo operavano nel mondo degli allevamenti di ovini, Salvatore era proprietario di un’azienda agricola nell’Isola di Niente, a pochi chilometri da Catenanuova, invece la situazione era molto più complessa nel senso che erano le estorsioni quelle che facevano gola ai mafiosi catanesi ed anche alla famiglia Prestifilippo Cirimbolo che si volevano sganciare e diventare autonomi, magari con un appoggio esterno della mafia catanese ma senza versare i soldi ricavati dalle estorsioni che dovevano servire per far crescere i loro allevamenti e magari acquistare altri terreni. I contrasti, venuti fuori con il clan di Giovanni Piero Salvo e del cognato Filippo Passalacqua, diventarono molto seri e molto contrastati ed alla fine per evitare una guerra interna al clan decisero, nella riunione che si svolse al villaggio Santa Agata di Catania, di mollare Salvatore Prestifilippo Cirimbolo e di affidare la gestione di Catenanuova a Giovanni Piero Di Salvo e al suo gruppo. Qui sostanzialmente si decise la sorte dell’allevatore di Catenanuova e di suo fratello Maurizio. Si studiarono le mosse, i luoghi che erano soliti frequentati dai fratelli Prestifilippo Cirimbolo, quindi si preparò l’agguato ed il commando che doveva operare la spedizione punitiva, si presentò a bordo di una moto di grossa cilindrata all’una del 15 luglio davanti al bar Grasso, zona centrale di Catenanuova. I killer non hanno tenuto conto delle persone che si trovavano davanti al bar, hanno incominciato a sparare all’impazzata, ben 28 colpi all’indirizzo di un gruppo di persone che si trovavano davanti al bar Grasso. Salvatore Prestifilippo Cirimbolo è stato raggiunto all’inguine, al ginocchio destro, due colpi al fianco e nella zona occipitale, quelli veramente mortali. E’ morto durante il trasferimento all’ospedale Umberto I di Enna per le gravi ferite riportate. Gli altri feriti sono stati Filippo Catania, oggi 55 anni, insegnante, ricoverato in prognosi riservata con frattura al braccio, trasferito all’ospedale Garibaldi di Catania; Alessandro Crisari, allora 24 anni, frattura coscia destra. Amato Salvatore Musarra, oggi 29 anni, frattura coscia sinistra, gamba destra, frattura femore e tibia destra ed un altro giovane Antonio C., i tre giovani venivano da Catania e si erano fermati al bar per bere un birra e poi proseguire per Regalbuto. Quelli che se la sona cavata con piccole ferite sono stati Orlando Arcadia Pignarelli, oggi 35 anni, ferito di striscio gamba destra, Michelangelo Grasso, oggi 57 anni, proprietario del Bar, ferito di striscio. Nel gruppo c’era Maurizio, fratello di Salvatore, il quale vedendo avvicinarsi la moto a tutta velocità, ha capito tutto, è scappato ed è rimasto illeso, perché si è nascosto in una viuzza che si trovava a pochi metri dal bar. La “strage di Catenanuova”, come veniva chiamata da tutti, ha spinto il comando provinciale dei carabinieri, il nucleo operativo, coordinati dalla DDA di Caltanissetta, ad approfondire la situazione di Catenanuova, quale ingerenza aveva la mafia catanese e quale ruolo recitavano i fratelli Prestifilippo Cirimbolo, incominciando ad intravedere un ambiente che strozzato dalle estorsioni, dalle minacce di ritorsioni. L’operazione Fiumevecchio, avvenuta nel maggio dello scorso anno con l’arresto di circa dieci persone, è servita per avere conferme di alcune tesi sul ruolo della mafia catanese, e specificatamente del clan Cappello, ed alla fine si è arrivati alla conoscenza di chi erano gli organizzatori ed i mandati dell’uccisione di Salvatore Prestifilippo Cirimbolo.

sabato 21 luglio 2012

Le festività non saranno accorpate. Province, ecco i criteri di soppressione

Il governo ha deciso di non procedere all'accorpamento delle festività: "I risparmi di spesa non sono garantiti - si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri - non ci sono casi simili in Europa, e si violerebbe il principio dell'autonomia contrattuale, con il risultato di aumentare la conflittualità tra lavoratori e datori di lavoro".

Nella riunione del Cdm è stata poi varata la circolare con i criteri per la riduzione delle province. "In base ai criteri approvati - si legge - i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati". La soppressione, ha precisato il ministro Filippo Patroni Griffi, potrà portare il numero delle province a 40 e ridurre a 10 le città metropolitane.

La soppressione delle province esistenti e la creazione delle nuove sarà realizzata "con legge", ha precisato il ministro in conferenza stampa. "Puntiamo a concludere il processo normativo entro il 2012 - ha aggiunto precisando - ma si può fare anche prima".

Stando ai dati Istat, in Piemonte, delle otto province attuali, sparirebbero quelle di Vercelli, Asti, Biella, Verbano-Cusio e Novara. In Lombardia dovrebbero essere accorpate quelle di Lecco, Lodi, Como, Monza Brianza, Mantova, Cremona, Sondrio e Varese. Nel Veneto rimarrebbero in vita Venezia, Verona e Vicenza. Accorpamento in vista anche per Rovigo, Belluno, Padova, Treviso. In Liguria su quattro province attuali sparirebbero Savona e Imperia. In Emilia Romagna accorpate Reggio Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Piacenza. In Toscana, su 10 Province, si salverebbe solo Firenze.

In Umbria rimarrebbe solo Perugia; nelle Marche "salve" Ancona, Pesaro e Urbino, nel Lazio Roma e Frosinone, in Abruzzo L'Aquila e Chieti, in Molise Campobasso, in Campania salve tutte tranne Benevento. In Basilicata rimarrebbe in vita la provincia di Potenza; in Puglia quelle di Bari, Foggia e Lecce. Infine in Calabria, da accorpare Crotone e Vibo Valentia.

A queste sono da aggiungere le province nelle Regioni speciali: in Sicilia su nove rimarranno in vita solo Palermo, Agrigento, Catania e Messina. In Sardegna rimarrà solo la Provincia di Cagliari. Infine in Friuli, su quattro province iniziali, rimarrebbero Trieste e Udine.

Le nuove Province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto "Salva Italia"). La soppressione delle Province che corrispondono alle Città metropolitane - 10 in tutto, tra cui Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze - avverrà contestualmente alla creazione di queste (entro il primo gennaio 2014).

Intanto, è stato elaborato e approvato un documento con il quale si chiede a senatori e deputati, ai capigruppo dei partiti del senato e della camera, ai presidenti di camera e senato di stralciare l'articolo 17 del decreto sulla spending review, che dispone l'accorpamento, "per palesi fattori di incostituzionalità e per la insussistenza delle motivazioni di necessità ed urgenza". Il documento è stato elaborato e approvato dai presidenti e dai rappresentanti delle province di Ancona, Ascoli Piceno, Avellino, Barletta-Andria-Trani, Benevento, Chieti, Crotone, Fermo, Gorizia, Isernia, Latina, Lodi, Matera, Pescara, Piacenza, Pordenone, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Savona, Teramo, Trapani, Varese, Vercelli, Vibo Valentia, Vicenza, riuniti nella sede della provincia di Benevento, alla Rocca dei Rettori. I presidenti chiedono anche, in via subordinata, che l'articolo 17 "venga riportato ad una dimensione di provvedimento di spesa e che vengano individuati gli obiettivi di carattere economico da raggiungere, affidando agli enti locali ed alle regioni l'iniziativa dell'adozione degli interventi da attuare per raggiungere tali obiettivi". Anche il Presidente dell'UPI, Giuseppe Castiglione, ha chiesto che il processo di riforma istituzionale venga condiviso con i territori.

venerdì 20 luglio 2012

Serie C1: A.P.D. RAHL BUTAHI, SI RIPARTE

Raduno fissato il 6 Agosto presso il palazzetto dello sport “Giovanni Paolo II” per il Rahl Butahi del Presidente Di Cataldo per dare inizio ufficialmente alla stagione 2012/13. Archiviata ormai da tempo la stagione 2011/12, conclusati con una meritata salvezza, in casa Rahl Butahi si pensa ormai alla nuova stagione che sta per iniziare. Tante conferme, nessuna partenza e qualche possibile rinforzo sono le novità in casa Rahl Butahi a cominciare dalla conferma in panchina di Mister Saccone ai veterani Capuano, Insinga, Oanni, Putrino e Stancanelli. Dicevamo nessuna partenza e qualche possibile rinforzo che si sta cercando di chiudere in questi ultimi giorni prima dell’inizio della preparazione atletica. Preparazione che non inizierà il pivot Parisi senior a causa della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio procuratosi in questi giorni…il rientro in squadra dovrebbe essere previsto per il mese di gennaio. Intanto in questi giorni, tra mille difficoltà di carattere soprattutto economico, è stata inoltrata l’iscrizione al campionato di serie C1 con Presidente e dirigenti molto attivi per organizzare sotto tutti i punti di vista l’attività della prima squadra e del settore giovanile. “In questi giorni abbiamo formalizzato l’iscrizione in serie C1 – dichiara Di Cataldo – il momento economico che stiamo vivendo è assolutamente difficile e cercare sponsorizzazioni è diventata una vera impresa. Di questa situazione, lo sport ne sta risentendo parecchio soprattutto nella nostra città, basti vedere la rinuncia alla serie A2 dell’ ASD Regalbuto nel calcio a 5, la rinuncia alla serie D della squadra di Basket e della chiusura della Pallamano femminile di serie A2 perfettamente in linea con quanto sta accadendo alle altre società della provincia. Noi – continua Di Cataldo – al momento abbiamo una situazione sana, andiamo avanti cercando di razionalizzare al massimo le spese puntando su un gruppo di ragazzi che non percepisce nessun rimborso, che gioca assieme da molti anni e lo fa solo ed esclusivamente per la passione che nutre nei confronti del calcio a 5.”

mercoledì 18 luglio 2012

In agitazione gli LSU al comune di Regalbuto

Ha proclamato lo stato di agitazione il personale Lsu del comune di Regalbuto, impegnato da anni negli uffici amministrativi del comune di Regalbuto, perchè da diversi mesi non percepisce il sussidio da parte dell’Inps e, tra l’altro, le notizie in ambito regionale pare che confermino le notevoli difficoltà per il rinnovo del contratto per l’anno 2013. Il personale si trova in stato di agitazione permanente presso l’aula consiliare del Comune a partire dal 16 luglio, e parteciperà oggi al corteo che si svolgerà a Palermo per protestare contro il paventato taglio di finanziamenti che metterebbe a repentaglio il rinnovo dei contratti in essere. Per rappresentare le ragioni della protesta una delegazione oggi stesso incontrerà i membri della quinta commissione regionale presso l’Ars. Solidarietà è stata espressa dal sindaco di Regalbuto il quale ha dato massima disponibiltà ad intraprendere qualsiasi azione politica.

venerdì 13 luglio 2012

Regalbuto, speriamo sia un arrivederci. Contino: "Non ci siamo iscritti in A2"

Il presidente ennese conferma quelle difficoltà di cui aveva parlato un paio di settimane fa. "Comunque continueremo con il nostro settore giovanile a livello regionale e provinciale. La prima squadra? L'intezione è di giocare in Serie C1"
Che la situazione fosse difficile a Regalbuto, questo lo aveva ammesso il presidente Contino in persona un paio di settimane fa. Ed ora è lo stesso numero uno di Regalbuto a dare conferma che l'attività nel futsal nazionale della società ennese, per il momento, si interrompe qui. I siciliani, infatti, hanno rinunciato all'iscrizione al campionato di Serie A2. “L'ho preannunciato con una lettera al presidente della Divisione Calcio a 5, Fabrizio Tonelli – spiega proprio Contino – è con molto rammarico che ci vediamo costretti a rinunciare alla Serie A2. Purtroppo abbiamo speso tutti troppo a livello personale e stavolta non c'erano davvero le condizioni per poter proseguire. Non ce la siamo sentita di iniziare un cammino per poi, magari, proseguirlo con i ragazzi Under 21 o Under 18, subendo venti gol a partita e falsando il campionato”. Ma questo non è un addio. “Innanzitutto posso affermare che continueremo la nostra attività a livello provinciale e regionale con il settore giovanile, impiegando le forze di Regalbuto e puntando forte sulla Juniores. L'intenzione, poi, è quella – per la prima squadra – di ripartire dal campionato di Serie C1, ma in questo caso bisogna attenersi ai regolamenti, quindi è necessario attendere l'iter burocratico per sapere di essere ammessi oppure no. Io mi auguro e credo che abbiamo lasciato un buon ricordo: due Final Eight di Serie A2, i play-off centrati quest'anno, sono tutti ottimi risultati. E la speranza è quella di tornare, un giorno, magari quando questa crisi sarà superata e farà respirare le aziende, nel futsal nazionale”.

mercoledì 4 luglio 2012

Gilli e il club siciliano, due strade che si dividono: svincolato il portiere

Data la delicata situazione in casa Regalbuto, il Presidente Contino con tanta correttezza e rammarico, non avendo, ad oggi, nulla di certo in mano per poter affrontare la prossima stagione in A2, svincola uno dei pezzi forti della squadra, Giliard Constante de Araujo, semplicemente conosciuto come Gilli. Professionista di alto livello, persona seria, onesta e leale che nella precedente stagione ha difeso la porta regalbutese con molta dedizione, contribuendo al raggiungimento di traguardi storici per la Società. Due strade che si dividono non certo per voler proprio, ma per la circostanza inaspettata venutasi a creare e che lasciano dietro di sé una scia di ricordi piacevoli, una profonda stima ed ammirazione reciproca. La Società ringrazia, pertanto, Gilli per la sua collaborazione e per aver messo i suoi anni di esperienza a disposizione dell’intero team, deliziando il pubblico con le sue straordinarie e rocambolesche parate e gli augura il meglio per la prossima stagione, con la speranza che le cose si sistemino il prima possibile in casa Regalbuto, così che, magari, le due strade si incroceranno nuovamente. 

GILLI  Una breve, ma intensa e gioiosa esperienza quella con l’A.S.D. Regalbuto che, purtroppo, giunge a termine prima del previsto. Nonostante l’accordo per la stagione 2012/2013 non sarà, al momento, più valido, voglio comunque ringraziare lo Staff dirigenziale ed il Presidente Contino che si sono dimostrate persone degne di rispetto e che hanno riposto fiducia in me sin dal primo momento, dovendo pazientare per 10 gare prima di vedermi all’opera, a causa dell’arrivo del transfer. Ringrazio anche gli amici per l’affetto e i compagni di squadra che hanno motivato il nostro lavoro giorno per giorno. Nove vittorie, sei pareggi e quattro sconfitte, Coppa Italia, play off di A2 conquistati con la maglia dell’A.S.D. Regalbuto. Le parole del Presidente mi rendono ancora più orgoglioso di aver indossato questa maglia: “Ti auguro tanta felicità e rimaniamo semplicemente amici che oggi forse è la cosa più importante tra le persone che si rispettano".

Ancora un record per Salvatore Calabrese

Un nuovo primato regionale per la categoria ragazzi è stato stabilito da Salvatore Calabrese, tredicenne atleta dell’Amatori Regalbuto, che continua a sbalordire gli addetti ai lavori per la sua versatilità atletica. Durante i Campionati Provinciali di Tetrathlon che si sono svolti ad Enna al Campo Scuola Tino Pregadio, Calabrese ha stabilito, con il punteggio di 3.379 punti, il nuovo record regionale, migliorando il precedente dell’agrigentino Salvatore Scoma di oltre 400 punti e stabilendo la migliore prestazione stagionale nazionale. Il Tetrathlon è una gara di prove multiple: 60hs, getto del peso, salto in lungo e 600 metri. Ad ogni risultato ottenuto in gara corrisponde un punteggio che va sommato agli altri e alla fine della competizione viene assegnata la vittoria a chi ha realizzato il punteggio più alto. Nella gara dei 60 hs, inficiata da un vento contrario, il giovane atleta regalbutese ha realizzato il tempo di 9”5, al di sopra del suo record personale di 9”2. Si è rifatto nella gara di getto del peso dove, con 14.82 m, ha stabilito il suo nuovo personale. Nel salto in lungo è atterrato a 5.22 m  ed infine nella prova di resistenza sui 600 con 1’36”2 ha realizzato la seconda prestazione nazionale stagionale sulla distanza. Nella stessa competizione il suo compagno di squadra Dario Guagliardo si è classificato al secondo posto con il punteggio di 1814. Con questo sono due i primati regionali in possesso dell'atleta allenato dal professore Armando Monaco che lo segue da tre anni, infatti ai recenti Campionati Regionali di Siracusa ha stabilito nel Vortex con la misura di 68.58 m la migliore prestazione siciliana di categoria.