martedì 31 maggio 2011

Diocesi di Nicosia: Giovani e Missione

Con l’ultimo week-end di maggio ad Assoro si apre ufficialmente la Missione Giovani Diocesana. Si tratta di un’iniziativa, voluta dal Vescovo di Nicosia S.E. Mons. Salvatore Muratore e dall’ Ufficio di Pastorale Giovanile, che nasce della consapevolezza e della necessità di testimoniare ai giovani, soprattutto quelli più “lontani”, una Chiesa viva e compagna di strada, attenta alle loro domande alle loro aspirazioni.
La missione con i giovani e per i giovani vedrà come protagonisti 100 missionari, ragazzi e ragazze, tra i 15 e i 30 anni, provenienti da tutta la Diocesi, che si impegneranno a portare l’annuncio del Vangelo in tutti i paesi del territorio, con modalità e linguaggi nuovi.
La Missione Giovani si svolgerà nell’arco di 6 mesi, da maggio ad ottobre, e toccherà 11 comuni della Diocesi di Nicosia secondo un calendario ben preciso: 27-29 maggio Assoro – S. Giorgio, 3-5 giugno Nissoria, 10-12 giugno Troina, 1-3 luglio Centuripe, 15-17 luglio Catenanuova, 29-31 luglio Leonforte, 5-7 agosto Regalbuto, 26-28 agosto Gagliano, 2-4 settembre Cerami, 16-18 settembre Agira, 30-2 ottobre Nicosia, Sperlinga e Villadoro.
Ogni appuntamento ha un programma pieno di attività ed eventi. La missione inizierà il venerdì sera con un momento di spettacolo e festa nei principali luoghi dei vari centri abitati. Poi continuerà sabato con l’evangelizzazione da strada, l’animazione, i gazebo informativi sul Progetto Policoro e l’importante appuntamento di spiritualità serale “Chiamati per nome…”. L’evento si concluderà domenica mattina con la S. Messa per i giovani presieduta da S.E. Mons. Muratore.

venerdì 27 maggio 2011

Cronaca di una mattina qualsiasi al poliambulatorio. E’ ‘forse’ malasanità!

Mercoledì 25 maggio ore 08.30, come ogni giorno apre le porte il poliambulatorio di Regalbuto. A sinistra entrando dalla porta principale la striminzita sala d’attesa per le prenotazioni accoglie decine di persone che vogliono prenotare una visita specialistica, a destra un corridoio non più largo di un metro, con soli due posti a sedere, funge da “sala d’attesa“. La gente si accalca a ridosso delle stanze in attesa del loro turno, si chiacchiera, ognuno racconta la propria storia, si scambiano opinioni, ma si soffre perché l’aria inizia a mancare, si fa fatica a passare, intanto i medici, in tali condizioni sono costretti a visitare Stanze umide rese accoglienti solamente dalla determinazione del personale e dei medici i quali però nel silenzio svolgono con passione il loro lavoro. Ore 09.30 nell’angusto corridoio aumentano le persone in attesa; è il turno del cardiologo, ortopedico e dell’urologo. In piedi giovani e soprattutto anziani. Qualcuno dice: “E’ meglio non lamentarsi perché c’è il rischio che il poliambulatorio lo trasferiscono ad Agira”. Chi ascolta annuisce e dunque con pazienza si continua ad “subire” pur di evitare che anche questo servizio medico venga trasferito altrove. Nell’attesa mi chiedevo, come faremo nei mesi estivi ad attendere il nostro turno in un corridoio così claustrofobico. Entro. E’ il mio turno. “Scriva, scriva mi dice il medico, guardi in che stato siamo costretti a vivere, osservi l’umidità nella stanza e poi guardi fuori lo stato di abbandono delle aiuole“. Alle 10,30 la gente continua ad arrivare. E’ oramai abituata al disagio. Del poliambulatorio di Regalbuto si parla dall’aprile del 2009. Si sono svolti incontri, Consigli comunali, si sono scritti articoli, si sono raccolte firme, si sono chieste le dimissioni del primo cittadino, si è promesso che a distanza di pochi mesi si sarebbe messo mano al recupero del piano superiore dell’edificio ex casa di ricovero per anziani, mai utilizzato per gli scopi per cui si era finanziata l’opera ed ora ridotto a edificio fatiscente che dall’alto della collinetta in cui è stato costruito oggi è testimone dello spreco di danaro pubblico. Si è promesso e basta. Come si fa a non scrivere. Come si fa – mi chiedo – a non denunciare nel 2011 questa situazione che è anche malasanità?
Sul poliambulatorio di Regalbuto è ancora una volta calato il silenzio, dopo le solite passerelle e le solite promesse. A distanza di due anni dal trasferimento tutto è come prima. Si lamentano tutti. La gente soprattutto, i malati, gli anziani, si lamentano gli impiegati, i medici. Eppure è meglio star zitti. E’ meglio non lamentarsi troppo perché altrimenti il poliambulatorio di Regalbuto potrebbe essere trasferito altrove. Meglio difendere ciò che oggi c’è piuttosto che difendere strenuamente i propri diritti di ammalati.
E’ amaro!
Ma come si fà a dare torto a questi cittadini? Dunque non lamentiamoci e se proprio vorremmo farlo, facciamolo in silenzio affinchè chi deve sentire non senta.
Mi sorge il dubbio che forse anche noi cronisti sbagliamo a scrivere perchè potremmo contribuire ad aggravare i diritti, già così precari e compromessi, di quei cittadini che hanno bisogno di ricevere assistenza però in maniera dignitosa. Quella dignità che invochiamo anche per i medici e per il personale del poliambulatorio di Regalbuto.
Allora meglio star zitti ?

A Parigi un incontro sull'attualissimo Lombardi

“Diventera’ un riferimento indiscutibile quando, dopo la sua recente disfatta, la sinistra italiana intraprendera’ il processo del suo rinnovamento, della sua rinascita”. Cosi’ l’intellettuale francese Gilles Martinet ricordava - nei primi anni del 2000 - Riccardo Lombardi ‘uomo di cultura prestato alla politica’, di cui “non si poteva avere che stima e ammirazione, per la sua onesta’ e intelligenza politica”. Ed e’ stato buon profeta, Martinet! Il 6 giugno alla ‘Libreria a Paris, un lieu pour lire, un lieu pour reflechir’, si presenta, per iniziativa di Beatrice Biagini dell’Associazione Democratici di Parigi, il libro ‘Lombardi e il fenicottero’ (edizioni L’Asino d’oro) per leggere e riflettere sull’opera e l’azione politica dell’Ingegnere ‘acomunista’, tesa a progettare e costruire in Italia e in Europa, l’alternativa socialista (e di sinistra) mediante ‘le riforme di struttura’ elaborate sul metodo paradossale del ‘riformismo rivoluzionario’. Il libro, uscito a gennaio 2010, e’ stato gia’ oggetto di interesse da parte del Pd che, nel settembre scorso, lo ha inserito alla Festa Democratica Nazionale di Torino. “Lombardi non era, in Italia, il solo riformista - evidenziava Martinet - ma era, senza dubbio, il riformista piu’ logico e coerente…e il (suo) pensiero appare profondamente moderno”. Un ‘riformista doc’, altro ‘uomo di cultura prestato alla politica’ che collaboro’ intensamente con Lombardi fu Antonio Giolitti, senza dimenticare Bruno Trentin, Fernando Santi, Vittorio Foa, Giuseppe Di Vittorio. L’evento parigino del 6 giugno segue a ruota un convegno su Giolitti da dove il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha denunciato “un grave impoverimento culturale dei partiti e della loro funzione formativa” e lanciato, riprendendo il ‘pensiero’ di Giolitti, un severo e serio monito: "o la sinistra immagina così l'alternativa, ossia credibile, affidabile, praticabile, oppure resterà all'opposizione". La via ‘riformista’ al governo, condensata nei tre aggettivi ‘credibile, affidabile, praticabile’, e’ ‘la condicio sine qua non’, come postulato (vedi la programmazione economica) da Lombardi e Giolitti, dell’alternativa socialista: le riforme di struttura, legate tra loro, inducono elementi di socialismo nel sistema capitalistico che non e’ da abbattere (con la rivoluzione armata) ma da riformare radicalmente. ‘Lombardi e il Fenicottero’ è un po’ il racconto fantascientifico di come sarebbe stata la storia d’Italia se dopo la fine della seconda guerra mondiale avesse prevalso la linea continuista voluta da Togliatti e De Gasperi e non quella di rottura dell’ordine giuridico conquistata da Lombardi e dagli azionisti; se ci fosse stata l’amnistia per i fascisti - perorata da Togliatti - e non il radicale cambio di classe dirigente che ci fu, sempre grazie alla linea azionista e lombardiana; se si fossero inclusi i patti Lateranensi voluti da Mussolini e Pio XI nella Costituzione, magari con il voto conciliante del Pci, invece che esclusi nella vincente ottica laica di Lombardi; se nel 1948 avesse prevalso a sinistra la linea frontista contro quella autonomista di un Psi antifascista ma anche a-comunista come volle Lombardi; se nel 1956 di fronte all’invasione sovietica dell’Ungheria Nenni, ma anche Pertini, fossero stati titubanti nella condanna magari per sudditanza nei confronti del mito dell’Urss invece che appoggiare senza remore la visione chiara e netta di Lombardi che guidò allora la sinistra italiana ad emanciparsi prima di ogni altra sinistra europea dallo stalinismo; se all’epoca del primo centro-sinistra il Pci si fosse astenuto nel voto sulla nazionalizzazione dell’energia invece di appoggiare risolutamente la riforma vista da Lombardi come momento più vitale di quella stagione di governo; se alla fine degli anni sessanta lo Statuto dei lavoratori non fosse nato sotto gli auspici della visione lungimirante di Lombardi che parlava già allora di flessibilità e formazione permanente come strumenti di emancipazione e non oppressione dei lavoratori; se il Pci avesse avuto timore e riluttanza a dare la parola al popolo tramite il voto referendario nelle questioni del divorzio e poi dell’aborto invece di rifiutare, come fece, le sirene del “compromesso storico” con la Dc per mettersi a capo del fronte riformatore insieme ai radicali e alla sinistra lombardiana; se nel Psi degli anni ‘80 avesse vinto la linea della governabilità e dell’occupazione e della spartizione del potere e non quella del “riformismo rivoluzionario” di Lombardi che proprio in quegli anni proiettò l’Italia all’avanguardia in Europa in una modernizzazione di cui ancora oggi raccogliamo i frutti…
Purtroppo, come si sa, la storia d’Italia è stata per l’appunto proprio l’altra. Come si sa? Forse qui sta l’utilità anzi la necessità del libro. Perché i 60 anni di quell’altra storia hanno prodotto così tante “foto ritoccate” che si è persa l’immagine originale, il ricordo di come le cose sono andate veramente - mirabile al riguardo l’aneddoto riportato dalle memorie di Ena Viatto, il Fenicottero del titolo, sulle mazzette del Pcus finite per mano del figlio Aldino nel camino di casa Togliatti e “raccontato” poi in chiave agiografica da Giorgio Bocca, primo tra gli storici “ufficiali” della Resistenza. Il grande merito di questo volume e’ mostrarci gli effetti attuali di una storia che vide l’eretico Lombardi messo in minoranza nel suo partito, detestato come “spina nel fianco” dai vertici del Pci, inviso alla destra clericale, “tradito” dai discepoli, ma vincente se si giudicano le sue idee e la sua vicenda politica alla luce della storia. C’è da augurarsi che prima o poi il nostro Paese non abbia più bisogno di questi ri-conoscimenti e che politici come Lombardi e Giolitti possano invece essere conosciuti nel qui ed ora, invece di ricevere l’omaggio postumo e amaro di chi nel frattempo continua magari a procedere nella direzione opposta a quella indicata dalla vicenda profetica del socialista di Regalbuto. Ovvero che l’Italia sperimenti finalmente quella “riforma rivoluzionaria”, geniale ossimoro lombardiano a indicare il movimento costante di una politica di progresso all’insegna della non violenza, e un giorno possa essere governata da altri che non siano pentiti e/o revisionisti e ben compresa da Gilles Martinet in ‘La Conquista dei Poteri’.
C’è dunque nel libro materia per una analisi psicologica collettiva della società italiana, e non è un caso che l’autore ci racconti nel dettaglio la genesi del libro in un dialogo a distanza con lo psichiatra Massimo Fagioli e la sua rilettura di Lombardi stesso.

Comitato civico per i SI ai referendum

Nei locali della sezione del partito Democratico di Regalbuto si sono riuniti i componenti del comitato civico regalbutese per i si al referendum del 12 e 13 giugno prossimi. L’incontro aveva lo scopo di programmare una serie di iniziative tese a informare la cittadinanza sui temi referendari ed in particolare sui si all’acqua pubblica e sul nucleare. Erano presenti Nunzio Nicosia, Nunzio Plumari, Carmelo Tempio,I ano Furnò, Salvatore Roccella, Giuseppe La Bruna, Salvatore Prestifilippi, Giuseppe Latora, Clara Marletta, Stefano La Bruna, Maria Antonella Saccone e Agostino Vitale. Nel corso dell’incontro si è stabilito di organizzare una due giorni di incontri, e dibattiti pubblici. Si inizierà il 4 giugno con l’intervento, alle ore 19,00, di Carlo Garofalo presidente del comitato ennese acqua pubblica, mentre il 5 giugno sarà affrontato il tema del nucleare che sarà trattato da Giuseppe Amato di Legambiente. Oltre ai dibattiti gli organizzatori hanno pensato di installare stand informativi con distribuzione di materiale, proiezioni di filmati e serate musicali con l’esibizione di gruppi locali. Il comitato di Regalbuto ha già da tempo iniziato una raccolta fondi per autofinanziare il materiale informativo e per l’organizzazione della due giorni ma fino ad ora in pochi hanno risposto e si pensa di continuare la raccolta anche nei prossimi giorni.

domenica 15 maggio 2011

Convegno sui fatti del 1848 accaduti a Regalbuto

Nella sala riunioni del circolo ricreativo anziani, in piazza Vittorio Veneto, si è svolto il convegno sui moti che avvennero a Regalbuto tra il 25 gennaio e il 25 marzo del 1848. Il convegno, organizzato dall’associazione Siciliantica di Regalbuto e dal CRA, per i 150 anni dell’unità d’Italia, ha ripercorso i tragici ed efferati eventi che la città di Regalbuto ha vissuto in quel periodo alla luce dei documenti inediti frutto della ricerca storica effettuata dal dott. Maurizio Azzaro, discendente di una famiglia che partecipò in prima linea a quei fatti che precedettero la discesa di Garibaldi in Sicilia. Numeroso il pubblico presente il quale ha ascoltato con interesse e partecipazione alla narrazione storica fatta dal dott. Vito Venticinque il quale tra l’altro ha letto un passo di Ippolito Nievo scritto a Regalbuto nel chiostro degli agostiniani il quale assieme a Cesare Abba era al seguito del generale Garibaldi entrato a Regalbuto. Il dott. Azzaro invece ha raccontato cronologicamente, alla luce dei documenti ritrovati, i moti avvenuti a Regalbuto, le efferate violenze e i passaggi più importanti che avevano in quel tempo portato la città di Regalbuto nella cronaca giudiziaria. Tra il pubblico diversi ospiti tra cui uno dei discendenti della famiglia Compagnini, avversari degli Azzaro che alla fine del convegno si è congratulato per l’opportunità ricevuta di poter conoscere parte della storia della sua antica famiglia. Alla fine il rinfresco offerto dal circolo degli anziani ha concluso i lavori. Insomma una rievocazione storica fatta di eventi e nomi tra cui appunto gli Azzaro e i Compagnini, ma anche i Carchiolo, i Citelli e molte altre famigli nobili e meno nobili del paese che si sono affrontati a viso aperto, divisi tra i seguaci dei Liberali e i filo borbonici, conclusasi nel sangue e che hanno lasciato un segno negli anni futuri. “Una storia mai raccontata e rimasta troppi anni nel silenzio – dicono gli organizzatori – un fatto accaduto a Regalbuto però da raccontare per conoscere meglio la nostra storia , cioè chi siamo stati e per capire poi dove vogliamo andare ma sopratutto per sentire più forte il senso dell’appartenenza”.

A Regalbuto la final four regionale del campionato under 14 di pallamano maschile

Sarà il Palazzetto dello Sport Giovanni Paolo II di contrada Piano Arena di Regalbuto ad ospitare domenica 15 maggio la Final Four regionale del campionato nazionale Under 14 di pallamano maschile. La manifestazione è organizzata dal Comitato regionale Sicilia della Federazione Italiana Giuoco Handball presieduto da Francesco Paolo Pagaria. A contendersi il titolo regionale saranno le formazioni del T.H. Alcamo, Kelona Palermo, Albatro Siracusa e Pallamano Mascalucia. Il programma della giornata prevede domenica 15 alle ore 11 la prima semifinale tra T.H. Alcamo e Kelona Palermo mentre alle ore 12,30 quella tra Albatro Siracusa e Pallamano Mascalucia. Nel pomeriggio alle ore 17 la finale per il terzo ed il quarto posto mentre alle ore 18,30 la finale che assegnerà il titolo regionale della categoria. Per qualsiasi altra informazione sull'attività del Comitato regionale Sicilia della Figh ci si può collegare al sito internet www.fighsicilia.it/sicilia.