sabato 27 novembre 2010

Serie A2F, tutte le gare del week-end

Approfittando della giornata di riposo della capolista Domenico Scinà, il Floridia, finora imbattuto, cercherà di conquistare la vetta nella partita di sabato contro l’Acireale di Ronsisvalle che, dopo aver disputato 3 gare, si ritrova ancora a -5.

L’Handball 4 Enna, anch’essa ancora sotto zero, dovrà vedersela contro la formazione del Don Luigi Sturzo per poter azzerare i punti di penalizzazione.

La Puntese, dopo aver disputato un’ottima gara contro la Floridia, dove però ha perso ai rigori, affronterà l’ Hybla Mayor, squadra che si sta facendo valere dall’inizio del campionato.

Nel posticipo di domenica si affronteranno invece la Città Regalbuto contro il Guidotto Licata, entrambe a metà classifica rispettivamente a 6 e 3 punti.

venerdì 26 novembre 2010

Il vice sindaco Salvo Cardaci si è dimesso

Come preannunciato, nel pomeriggio di oggi, il vice sindaco e assessore allo sport, turismo e spettacolo di Regalbuto, prof. Salvo Cardaci si è dimesso dalla carica. In una lettera indirizzata al primo cittadino dott. Gaetano Punzi, e per conoscenza al gruppo “ Regalbuto al Centro “ e ai gruppi consiliari di F.I., A.N. e MpA, il vice sindaco scrive : “premesso che ho sinceramente creduto e credo nella coalizione e nel progetto politico che ha vinto le elezioni amministrative del 13 e 14 maggio 2007, considerato – scrive Cardaci – il disagio personale nel prendere atto del distinguo da parte del gruppo consiliare che fa riferimento alla mia ideologia politica e della mancata condivisione da parte dello stesso gruppo di alcune iniziative intraprese negli ultimi mesi dal Sindaco e da alcuni componenti della giunta di cui faccio parte, ho deciso – continua il vice sindaco – di rimettere al primo cittadino, responsabile della mia nomina ed unico titolato alla revoca dell’incarico assessoriale – la delega conferitomi a suo tempo. In questa mia nota – scrive Salvo Cardaci – desidero chiarire alcuni aspetti per evitare mali intendimenti, visto che il più delle volte le dimissioni o la revoca di un assessore sono quasi sempre richieste da consiglieri comunali, o dovute a problematiche di altro genere. Orgogliosamente posso affermare che non è il mio caso – scrive Cardaci – anzi è totalmente differente perché personalmente sono stato sempre sostenuto da tutti quelli che hanno condiviso il mio lavoro all’interno dell’Amministrazione. I personalismi e l’attaccamento alle “ poltrone “ non sono mai stati dei sani principi per me e rispetto a tali considerazioni politiche, desidero sottolineare l’assoluto non condizionamento da parte del gruppo consiliare composto da F.I. e A.N. che rispettosamente mi hanno lasciato libero di effettuare eventuali scelte politiche future, fermo restando la fiducia a titolo personale che mi è stata dimostrata sino alla data odierna. Auspicando – conclude Cardaci – che si possa addivenire nel tempo ad un definitivo chiarimento delle posizioni politiche in seno alla coalizione, ribadisco, infine, la stima personale per l’intera compagine alla guida della città (giunta e consiglio nella sua interezza) che, a mio modesto avviso, dovrà però ritrovare stimoli e unità di intenti per fornire risposte concrete alla popolazione amministrata”.


I primi commenti : ALLEANZA PER L’ITALIA REGALBUTO
“Abbiamo letto i motivi che hanno indotto alle dimissioni il vice sindaco Salvo Cardaci, nell’esprimere al vice Sindaco tutta la nostra solidarietà per il personale momento che vive come uomo ed esponente politico, Alleanza per l’Italia di Regalbuto ribadisce la necessità che il Sindaco di Regalbuto, si presenti in Consiglio comunale per dichiarare di non disporre più di una maggioranza nel civico consesso e ricercare sia dentro il civico consesso che fuori da esso, un nuovo progetto politico e un nuovo programma di fine legislatura che possa presentarsi agli elettori regalbutesi alle prossime amministrative. E’ necessario prendere atto del fallimento di una fase politico – amministrativa, e, di fronte ai problemi che vive la nostra città, far sì che emerga il senso di responsabilità da parte di quegli uomini e di quei partiti che hanno a cuore il futuro di Regalbuto. Se ciò non dovesse avvenire, le dimissioni del sindaco sarebbero auspicabili anche se ciò – è nostra opinione – nel momento storico attuale, non risolverebbero la crisi sociale – occupazionale ed economica della città. Anzi l’aggraverebbero“.

Grande entusiasmo per il derby siciliano contro l'Acireale

Il tanto atteso derby siciliano tra Regalbuto ed Acireale è ormai alle porte. I regalbutesi partono alla volta d’Acireale con grande entusiasmo perché reduci del grande successo in casa per 9 a 2 contro l’Olimpiadi. Tra le fila regalbutesi tutti dovrebbero essere a disposizione di mister Marques a parte Sasso che salterà la partita per squalifica.

Gli acesi vengono da un inizio di stagione strabiliante e si trovano momentaneamente al primo posto in classifica a quota 18 punti (+ 6 dai regalbutesi). La scorsa partita hanno vinto in casa per 3 a 1 contro i romani della Finplanet Fiumicino. Per mister Bosco tutta la squadra dovrebbe essere a disposizione.

L’appuntamento per il derby di Sicilia sarà alle ore 17 al Palavolcan di Acireale; gli arbitri di gara saranno: Andrea Schintu (Cagliari) e Luca Illotto (Trento) CRONO: Salvatore Panebianco (Acireale).

giovedì 25 novembre 2010

Dell’Utri: tutti i contatti con la mafia dopo il ‘92

Secondo la Corte d’appello che ha condannato il senatore Dell’Utri a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa “mancano per il periodo successivo al 1992 prove inequivoche e certe di concrete e consapevoli condotte di contributo materiale ascrivibili a Marcello Dell’Utri aventi rilevanza causale in ordine al rafforzamento dell’organizzazione criminosa”. Per questo motivo la pena è stata ridotta di due anni (in primo grado Dell’Utri era stato condannato a nove anni di reclusione) e il senatore è stato assolto dalle accuse che gli venivano contestate per il periodo successivo al 1992. Ma non tutti i rapporti del senatore con la criminalità organizzata sono documentati negli atti del processo, e molti altri sono stati minimizzati dai giudici. AgoraVox ha ricostruito, sulla base dei documenti di diversi procedimenti giudiziari, la cronistoria dei contatti oggettivi del senatore berlusconiano con le mafie dal 1992 al 2007.

6 maggio 1992 Nel primo foglio di un block notes Mont Blanc, utilizzato da Dell’Utri come agenda, datato 6 maggio 1992 è riportato il nome del boss mafioso Gaetano Cinà, coimputato di Dell’Utri in primo grado, poi deceduto.

Estate-autunno 1992 Nella stessa agenda di Dell’Utri, dal 12 giugno al 29 ottobre, sono segnati undici contatti con Filippo Alberto Rapisarda, uomo d’affari siciliano legato a Vito Ciancimino tramite Francesco Paolo Alamia (di cui era socio) con cui Dell’Utri ha lavorato negli anni ’70 come presidente e consigliere della Bresciano S.p.A. fino al fallimento della società. Lo stesso Dell’Utri, interrogato dai pm, ha confermato questi suoi incontri con Rapisarda. “Dal 1987 ad oggi i miei rapporti con Rapisarda hanno vissuto momenti buoni e meno buoni”, ha raccontato. Furono rapporti “di amicizia”, ma anche d’affari: sia perché Rapisarda “fece dei prestiti” al senatore, sia perché “insieme allo stesso Rapisarda ho costituito alcune società (…) immobiliari” che però “non hanno mai operato”. “Si trattava di rapporti sicuramente continuativi - conferma Dell’Utri - ma sicuramente con alti e bassi”. Allora il pm gli chiede perché ha continuato a frequentare Rapisarda nonostante egli stesso lo avesse definito “megalomane e poco affidabile”. Dell’Utri risponde: “I miei rapporti con il Rapisarda manifestano effettivamente questa contraddittorietà, che con una battuta potremmo definire di ‘odio-amore’. Da un lato non mi sono mai fidato di lui, ma d’altro lato non sono stato capace di interrompere definitivamente questi rapporti perché è una persona molto simpatica e affascinante”. Al cuore non si comanda.

10 marzo 1993 Nello stesso blocco d’appunti, in corrispondenza di questa data, è annotato: “Cinà per Standa è privilegiato 19,15”.

Aprile - Novembre 1993 In una nuova agenda del senatore sono riportati altri otto contatti con Rapisarda.

2 novembre 1993 A pagina 315 della stessa agenda, corrispondente alla data del due novembre, è stato annotato: “Mangano Vittorio sarà a MI x parlare problema personale”.

Novembre - Dicembre 1993 Altri cinque contatti con Rapisarda.

28 gennaio 1994 Nella nuova agenda - block notes del senatore si legge: “documenti a Rapisarda”.

4 - 14 Febbraio 1994 Alle 15,55 il principe Domenico Napoleone Orsini, massone ed esponente dell’aristocrazia nera romana, chiama il cellulare di Tullio Cannella, imprenditore vicino ai Graviano e braccio politico di Bagarella che ha ospitato i Graviano durante la loro latitanza e che per conto di Cosa nostra sta seguendo il progetto politico di Sicilia Libera. La telefonata dura solo otto secondi, ma venti minuti dopo Orsini parla per più di sei minuti con la sede di Sicilia Libera, utilizzata per lo più da Cannella e da un suo compare. In serata, dopo quelle telefonate, alle 18,43 Orsini telefona a Dell’Utri nella villa di Arcore e ci parla per quasi tre minuti. Il 7 febbraio Orsini telefona di nuovo all’ufficio di Tullio Cannella nella sede di Sicilia Libera, stavolta per tredici minuti. Il giorno dopo telefona a Dell’Utri due volte, prima alle 10,42, poi alle 11,37. Il 9 e il 10 febbraio il principe Orsini telefona a un numero intestato alla Della Valle Immobiliare a Roma, numero contattato più volte anche da Dell’Utri (Renato Della Valle era il socio immobiliarista di Berlusconi, nonché l’amico a cui, nel 1988, il premier confidò le minacce ricevute dalla mafia a carico dei suoi figli). Sempre il 10 febbraio Orsini telefona anche a Cesare Previti. Il 14 febbraio il principe telefona di nuovo a Dell’Utri.

7 – 10 Febbraio 1994 In un’agenda di Dell’Utri, sotto una data compresa tra il 7 e il 10 febbraio 1994, si legge: “D’Agostino Giuseppe che due anni fa è venuto insieme a Francesco Piacenti e Carmelo Barone”. Giuseppe D’Agostino e Francesco Piacenti sono due affiliati al clan Brancaccio capeggiato dai fratelli Graviano con cui sono stati arrestati per averne favoreggiato la latitanza. Carmelo Barone, di cui Dell’Utri in un’altra agenda annota con scrupolo i numeri di telefono, è amico di un paio di affiliati alla stessa famiglia mafiosa.

Febbraio - Marzo 1994 Dal 28 febbraio all’otto marzo ancora tre contatti con Rapisarda.

23 dicembre 1998 Alle 20,43 Dell’Utri riceve una telefonata da Pino Chiofalo, veterano e spietato sanguinario di Cosa nostra che, uscito dal carcere in vista del parto della moglie, appena mette piede in casa compone il numero del senatore. La telefonata è criptica: Chiofalo non chiama Dell’Utri per nome, ma solo “dottore”. E parla per sottintesi: “abbiamo parlato a lungo di tutto”, “stiamo facendo qualcosa”, “ho preso parte a questa situazione”, “ho bisogno che ci sia qualche intervento”, “ho messo in moto un certo discorso”. Dell’Utri, che capisce subito, risponde sempre in modo affermativo. Poi, quando Chiofalo chiede al senatore di poterlo incontrare di persona, lui, senza esitare, risponde: “Benissimo”. “Buon anno ce lo facciamo di persona” dice Dell’Utri a Chiofalo.

30 dicembre 1998 I due si risentono. Si mettono d’accordo per incontrarsi il giorno seguente. Chiofalo dà indicazioni a Dell’Utri su dove dirigersi e si accordano sull’ora. Hanno bisogno di riservatezza, non vogliono essere visti: “Poi veniamo qui a casa mia che è un posto ritirato”, dice Chiofalo al senatore, “poi ci togliamo dalla strada”. E, ancora criptico, per paura di essere intercettato: “Qui siamo in un posto diverso da là, perché qui è un po’ più ritirato”. “Eh, benissimo”, risponde Dell’Utri che di nuovo capisce al volo.

31 dicembre 1998 Prima di incontrarsi, alle 9,38, i due si sentono al telefono. Dell’Utri si fa chiamare da Chiofalo “il dottor Delfino”, una sorta di nome in codice. Lo avverte che sta per partire e che porterà un po’ di ritardo. “Pranza qua con me a casa mia?” gli chiede Chiofalo. “Ah, io… sono a sua disposizione”, risponde Dell’Utri che non si fa problemi a mettersi a disposizione di un mafioso. Parlano un po’ dei figli e Dell’Utri si mette in viaggio. Alle 14 il senatore chiama il mafioso e lo avverte: “Siamo seguiti… da una Rover… che ci ha fatto delle foto”. “Hanno fatto delle foto insieme?”, chiede Chiofalo preoccupato. “Sì, sì, quei due là”. “Adesso scompariamo comunque”, lo rassicura. “Lei ci spiego io, scompariamo del tutto”. I due arrivano davanti alla casa di Chiofalo e vanno a parlare nel box. Salgono da Chiofalo, ma solo per dieci minuti: Dell’Utri, che sarebbe dovuto rimanere a pranzo, rimane digiuno. Alle 14.55 sale in macchina e torna a casa. Di quell’incontro Chiofalo racconterà che Dell’Utri gli disse: “Confermi le dichiarazioni (contro i pentiti che mi accusano, ndr) e la farò ricco”.

1999 Cosa nostra fa campagna elettorale per Marcello Dell’Utri, candidato alle europee. Carmelo Amato, picciotto e postino di Bernardo Provenzano, nella sua autoscuola, usata come ufficio dal capo di Cosa nostra, invita gli altri mafiosi a “votare Dell’Utri perché sennò lo fottono”. In un’intercettazione ambientale del 21 maggio 2001 il boss Giuseppe Guttadauro, parlando con un tale Pino, dirà che “Dell’Utri nelle elezioni del ’99 prese degli impegni”, e, in un’altra intercettazione ambientale del 29 maggio 2001, parlando con lo stesso Pino, che “quello con cui Dell’Utri ha preso l’impegno è stato quel cristiano, questo Iachino Capizzi (Gioacchino Capizzi, ndr), quello di sessantotto anni”.

2003 In una telefonata intercorsa tra due affiliati al clan Santapaola, Alfio Mirabile e Francesco La Rocca, intercettati nell’ambito di un inchiesta relativa alle infiltrazioni mafiose nella costruzione del Parco Tematico di Regalbuto (in provincia di Enna), parlano degli appalti che il progetto può assicurare. Salta fuori il nome di Dell’Utri. “Dell’Utri era quello che diceva: il lavoro lo deve fare Tizio”. “La chiave, io l’ho detto, è Dell’Utri. Ora ce la vediamo noi a Roma”.

26 giugno 2003 Dell’Utri parla al telefono con Sara Palazzolo, imputata per mafia e sorella di Vito Roberto Palazzolo, uomo d’onore della famiglia mafiosa di Partinico e latitante in Africa sotto falso nome che ha bisogno di alleggerire la sua posizione processuale e le “richieste di assistenza internazionale”. In questa telefonata Dell’Utri accetta di incontrarsi con Vito Roberto Palazzolo per il tramite della sorella.

3 luglio 2006 Alle 21,13 intercorre una telefonata tra Francesca Surdo, poliziotta palermitana in servizio presso lo S.C.O del ministero degli Interni, e il faccendiere Rodolfo Grancini. Entrambi sono indagati per associazione a delinquere perché secondo i magistrati palermitani farebbero parte di una consorteria che serve ad aggiustare in Cassazione i processi (anche a importanti boss mafiosi) di cui farebbero parte imprenditori e uomini dello stato insieme ad affiliati alla massoneria e alla criminalità organizzata siciliana. Grancini racconta alla poliziotta che gli sono “andati a parlare” tre carabinieri, “un colonnello di Asti, uno di Prato, un altro del Ministero della Giustizia, per parlare con lui”. “Con lui chi?”, chiede la Surdo. “Con Marcello”. “Ah, sì”, risponde lei. “E io - spiega Grancini - li ricevo nelle sacrestie delle chiese” perché “non ci sono microspie lì, hai capito. Oppure li porto sopra nelle stanze segrete, perché volevano scendere in politica”. Rodolfo Grancini, ex presidente a Orvieto del Circolo del Buon Governo dello stesso Dell’Utri, verrà condannato in primo grado a sei anni e sei mesi per concorso esterno in associazione mafiosa (di lui i pm scriveranno che sarebbe stato il “coprotagonista di tutti gli episodi delittuosi, vero e proprio trait d’union tra la Cassazione, gli ambienti massonici siciliani e alcuni esponenti di vertice dell’associazione Cosa Nostra”). Francesca Surdo finirà in manette e patteggerà la pena, ma non per mafia.

2 febbraio 2007 Gioacchino Arcidiaco, affiliato alla ‘ndrina Piromalli di Gioia Tauro, telefona a Dell’Utri. “Ci siamo sentiti un paio di giorni fa, tramite Aldo Miccichè”. Dell’Utri lo conosce: “Ah, come no?!! Certo, sì, sì!”. Arcidiaco vuole fissare un appuntamento. Decidono per il giorno seguente. A Milano, in Via Senato 12. Più tardi Arcidiaco chiama Aldo Miccichè, un politico della vecchia DC calabrese oggi latitante in Venezuela a causa di diversi processi per cui è stato condannato, in tutto, a 25 anni di carcere. Arcidiaco è il suo pupillo e insieme stanno cercando di risolvere i problemi del clan, in guerra con la famiglia Molè. Hanno bisogno di alleggerire la condizione carceraria di Giuseppe Piromalli, capo storico della famiglia, sottoposto al carcere duro, affinché possa tornare a prendere le redini del clan in questo momento delicatissimo. Miccichè spiega ad Arcidiaco cosa dovrà dire, il giorno seguente, a Dell’Utri: “Fagli capire che il porto di Gioia Tauro lo abbiamo fatto noi”; “fagli capire che in Calabria o si muove sulla Tirrenica o si muove sulla Ionica o si muove al centro ha bisogno di noi… hai capito il discorso?”; “Aldo pigliava 105mila voti: la Piana, la Piana è cosa nostra, facci capisciri”. Ancora più tardi, alle 21,28, Marcello Dell’Utri chiama Miccichè. Il figlio di Dell’Utri andrà ospite da lui in Venezuela, Miccichè “non vede l’ora che arrivi” e spiega al senatore di essere capace di spostare “un minimo di 40mila voti nella provincia di Reggio Calabria”. “Questo è importante”, risponde Dell’Utri.

3 febbraio 2007 Marcello Dell’Utri incontra Gioacchino Arcidiaco. In una telefonata tra i due successiva all’incontro si sente Dell’Utri che si rivolge a persone a lui vicino e dice: “C’è il ragazzo che è venuto prima che si chiama Arcidiacono Gioacchino”. Si mettono d’accordo per un nuovo incontro perché Arcidiaco ha offerto la disponibilità del clan di costituire dei Circoli della Libertà in Calabria, e Dell’Utri ha accettato. Dice ancora Dell’Utri agli interlocutori che gli stanno vicino: “(Arcidiaco) deve incontrare te o Simone o tutti e due, perché deve fare i circoli a Gioia Tauro e in altri posti… a che ora, a che ora possiamo farlo salire?”. Si mettono d’accordo per le 15,30 del giorno dopo.

martedì 23 novembre 2010

Emergenza rifiuti in tutta la provincia di Enna

L’emergenza rifiuti in tutta la provincia sta diventando una costante periodica che si ripete nel momento in cui i lavoratori ecologici manifestano la loro protesta per il mancato pagamento delle loro spettanze.Tra l’altro la situazione è peggiorata perché le anticipazioni dei sindaci, che hanno un’unica destinazione, quella di pagare i lavoratori, vengono bloccate dall’Ato Rifiuti in quanto lo stesso ha ricevuto dei pignoramenti. Ad Agira da quindici giorni non viene fatta alcuna raccolta di rifiuti, la città è sotto pressione, ed ieri mattina pare che il commissario straordinario, ingegnere Michelon, ha predisposto un intervento straordinario da parte di una ditta esterna con la conseguenza di provocare delle rimostranze da parte dei lavoratori, che protestano per non avere ricevuto il pagamento dei loro stipendi. Ad Enna la situazione incomincia a diventare pesante perché da giovedì scorso non viene effettuata la raccolta dei rifiuti ed in qualche zona del centro storico e della zona Monte la situazione è molto precaria e pericolosa anche dal punto di vista igienico-sanitario. Il sindaco Paolo Garofalo, che aveva anticipato 180 mila euro, sperava in un intervento efficace di SiciliAmbiente, la società che gestisce il servizio di raccolta, invece niente di tutto questo. “E’ veramente inspiegabile che avvenga questo – ha dichiarato Paolo Garofalo –L’amministrazione comunale fa uno sforzo enorme dal punto di vista economico per cercare di rendere vivibile la città, invece, si trova a subire il blocco delle anticipazioni per debiti pregressi dell’Ato Rifiuti, lasciando la città in mezzo ai rifiuti. Un blocco dei soldi illegale e mi auguro che il prefetto, Giuliana Perrotta intervenga con forza anche nei confronti del giudice che ha emesso il provvedimento, perché qui si sta creando una situazione igienico-sanitaria molto pericolosa che potrebbe danneggiare la collettività ennese, nonostante l’impegno dell’amministrazione”.
Si parla con una certa insistenza che il commissario straordinario, che ha avuto un lungo colloquio telefonico con Giovanni la Valle della Cgil, ha comunicato che è stato nominato un commissario e che è stato predisposto un conto corrente dove i sindaci possono versare le loro anticipazioni in modo da evitare che si possano verificare dei blocchi da parte dell’Ato o di chi ha dei crediti pregressi. La situazione è migliorata a Regalbuto, dove è ripresa la raccolta dei rifiuti, rimane incerta a Barrafranca e Sperlinga, ma non è detto che non si possa verificare in altri comuni della provincia.

Calcagno confermato presidente dell’Anap Confartigianato

Rosario Calcagno è stato confermato all’unanimità presidente dell’Anap, l’associazione pensionati che fa capo alla Confartigianato, al termine dell’assemblea che si è svolta ieri in un noto agriturismo di Pergusa, alla quale hanno partecipato il coordinatore regionale Antonino Schirò, il segretario regionale della Confartigianato, Salvatore Puglisi, e numerosi delegati di tutta la provincia. Si è trattato di un appuntamento importante che, oltre ad eleggere il consiglio direttivo chiamato a guidare il sindacato degli anziani e pensionati della Confartigianato ennese per il prossimo quadriennio, ha rappresentato un’utile occasione per tracciare un bilancio sull’attività svolta nel recente passato e fornire alcuni indirizzi operativi per l’immediato futuro. “Un bilancio sicuramente positivo –ha detto Calcagno-, reso possibile dall’impegno profuso da tutti i colleghi del consiglio direttivo e grazie alla stretta e fattiva collaborazione con la struttura dell’associazione e con il presidente patronato Inapa Confartigianato, Vincenzo Mantegna, per l’importante opera di assistenza e sostegno svolta a favore degli anziani e pensionati del territorio”. “L’associazione rappresenta un momento di aggregazione e di forza importante nel contesto territoriale, locale e nazionale – ha detto il coordinatore regionale Schirò-. L’Anap è uno strumento di rivendicazione e di proposta di notevole rilevanza nell’azione di radicamento dei diritti delle categorie rappresentate e nella tutela dei loro interessi”. Nel sollecitare una continuità d’impegno anche per il futuro, migliorando e potenziando ulteriormente le attività già consolidate, il segretario regionale Puglisi ha invece invitato l’Anap ad allargare ulteriormente l’orizzonte del proprio impegno, in tutti i comuni della provincia. “Una provincia –ha sottolineato- di 173 mila abitanti, di cui 71 mila sono pensionati, che, quotidianamente, devono affrontare tanti e seri problemi; il nostro sforzo deve essere quello di contribuire a creare le condizioni per una vita migliore, prendendoci a cuore tutte le situazioni e andando incontro ai bisogni dei più deboli”. Componenti del nuovo direttivo: Rosario Calcagno, Francesco Forestiere, Giovanni De Rose, Angela Longi e Giuseppe Punzina di Enna, Nicodemo Costa di Barrafranca, Calogero Sanfilippo di Assoro, Vincenzo Falzone di Leonforte, Domenico La Bruna di Regalbuto, Calogero Siciliano di Pietraperzia e Gaetano Baviera di Aidone.

Mafia, inchiesta Iblis carcere per boss e imprenditori

Regge l’impatto con il riesame, l’impianto accusatorio dell’operazione dei Ros “Iblis” che la procura distrettuale ha ordinato il 3 novembre scorso e che ha portato in carcere 47 persone tra imprenditori, politici, e mafiosi del clan Santapaola.

L’indagine è la stessa che vede coinvolti il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo e suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa. Oggi pomeriggio i giudici del tribunale della libertà hanno depositato l’ordinanza per 14 delle 47 persone finite in manette. Per quasi tutti è stata rigettata la richiesta di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere presentata dai legali.

Nel dettaglio restano in cella Mario Ercolano, Graziano Lo Vortico, Pietrio Guglielmino, Giuseppe Arena, Tommaso Somma e l’imprenditore di Regalbuto Giuseppe Monaco. I tribunale del riesame ha invece derubricato il reato di associazione ma fiosain concorso esterno per Girolamo e Michele Marsiglione, figli di Francesco. Quest’ultimo in un primo momento aveva deciso di ricorrere per ottenere la libertà, ma all’ultimo momento ha invece rinunciato alla decisione di secondo grado.

Francesco Marsiglione è un personaggio legato a doppia mandata con il clan Ercolano e per i magistrati antimafia ha curato il riciclaggio, così come scrivono i pm, nell’affare Tenutella il centro commerciale da anni è in costruzione alle porte di Misterbianco. I giudici hanno invece annullato l’ordinanza, per Sebastiano Rampulla, reggente della famiglia di Cosa nostra a Ristretta finito nell’inchiesta per estorsione che però resta in carcere per altri reati.

Sebastiano è fratello del boss di Pietro Rampulla condannato all’ergastolo nella strage di Capaci. Annullamento anche per Salvatore di Bennardo un personaggio che avrebbe avuto un ruolo secondario nell’omicidio di Angelo Santapaola.

domenica 21 novembre 2010

Olimpiadi battuto 9-2, obiettivo raggiunto

L’obiettivo era vincere ed i ragazzi di Marquez hanno fatto molto di più. 9 a 2 contro l’Olimpiadi in una giornata caratterizzata prevalentemente da pareggi che porta l’A.S.D. Regalbuto nelle zone alte della classifica. Il risultato è ornato dal primo gol in serie A2 del giovane Insinga che segna con un gran tiro dalla distanza e dal secondo gol di Campagna, al secondo centro stagionale. Unica nota stonata è l’ammonizione di Maraucci che diffidato salterà il derby di Sicilia contro l’Acireale.


PARTITA: Il Regalbuto parte bene e passa in vantaggio al 6’ con Grippi. La squadra siciliana dopo una fase di possesso inizia a subire i colpi dell’Olimpiadi e dopo il fallo di Maraucci, che costa l’ammonizione al giocatore, i pugliesi passano in vantaggio su punizione con un gran gol di Ricco all’8’.
Dopo una fase giocata tra falli e possesso palla, ci pensa di nuovo Grippi a suonare la carica: al 17’ prova il tiro che porta avanti il Regalbuto per 2 a 1.
L’Olimpiadi non riesce a riprendersi dal gol di Grippi e dopo 50” Tomadon segna il gol del 3 a 1. Il primo tempo si conclude con il parziale di 3 a 1 per il Regalbuto.

Nel secondo tempo Emer e compagni scendono in campo con una marcia in più e dopo soli 40” d’inizio ripresa, Santin sigla il gol del 4 a 1. Al minuto 2’ 50, l’autore del gol Pugliese Ricco, si fa ammonire per un fallo e sul calcio di punizione successivo toglie palla al giocatore del Regalbuto senza che quest’ultimo avesse ancora battuto la punizione: l’arbitro sanziona il gesto come da regolamento e lo manda sotto la doccia anzitempo. Poco dopo un altro episodio: Alex ferma l’azione del Regalbuto mettendo la palla in fallo laterale toccandola tra petto e spalla, l’arbitro vede il braccio aperto del giocatore e sanziona il gesto con il cartellino rosso. L’Olimpiadi ormai stremato e senza giocatori decide di giocare con il portiere Belsito come portiere di movimento. Il Regalbuto però fa squadra e segna con un grandissimo gol di Tomadon. L’Olimpiadi non riesce a rialzarsi e poco dopo, al 10’, è Campagna a segnare il gol del 6 a 1 regalbutese. Al 16’ anche Maia va a segno siglando il gol del momentaneo 7 a 1. Mister Marquez decide di schierare in campo tutti i giovani, oltre a Campagna, in campo anche Leotta, Milio e Insinga. Al 19’ una fiammata dell’Olimpiadi con Diego al 19’ ma il Regalbuto al 19’30” con Santin fa 8 a 2. A 2” della fine la vittoria del Regalbuto si orna con il primo gol in serie A 2 di Insinga che fissa il finale sul 9 a 2.

Vittoria importante per il Regalbuto che però dovrà fare a meno di Maraucci per il derby di Sicilia.

sabato 20 novembre 2010

Sicilia. Handball fase regionale campionato nazionale Under 18 maschile

Prende il via in questo fine settimana la fase regionale del Campionato Nazionale Under 18 di pallamano maschile 2010/2011 organizzato dal Comitato regionale Sicilia della Federazione Italiana Giuoco Handball presieduto da Francesco Paolo Pagaria. Tredici le formazioni partecipanti, suddivise in due gironi. Nel girone A composto da sette squadre ne fanno parte: Cittùà di Agrigento, Kelona Palermo, T.H. Alcamo, Pallamano Alcamo, Girgenti, Cus Palermo e Giovinetto Marsala. Del girone B a sei squadre ne fanno parte: Pallamano Mascalucia, Aetna Mascalucia, Albatro Siracusa, Ortigia Siracusa, Pallamano Haenna e SS Regalbuto. La formula del torneo prevede per il girone A una formula di gare di andata e ritorno, mentre il girone B al termine della prima fase, una formula ad “orologio” dove le squadre si riportano i punti acquisiti nella prima fase. Al termine, le prime due classificate di ogni girone si affronteranno in campo neutro con gare di semifinale e finale per decretare la formazione vincente della fase regionale. Inoltre sempre il Comitato regionale Sicilia della Figh istituisce un premio per il migliore giocatore under 18 che si distinguerà nell’arco di tutto il campionato che sarà segnalato sia dai tecnici delle formazioni partecipanti che dagli arbitri designati, che a fine di ogni gara, dovranno individuare il miglior giocatore per ciascuna squadra, tenendo conto sia dell’aspetto comportamentale che tecnico, in modo che il giocatore che avrà ricevuto maggior numero di riconoscimenti nell’arco dell’intera stagione, potrà essere premiato alla fine del campionato. Il Comitato regionale Sicilia Figh provvederà sul proprio sito internet a pubblicare sia i migliori in campo di ogni settimana che la classifica generale aggiornata dopo ogni turno. Questi gli incontri nei due gironi della prima giornata:
Girone A
T.H. Alcamo – Cus Palermo
Girgenti – Pallamano Alcamo
Kelona Palermo – Il Giovinetto Marsala
Riposa: Città di Agrigento
Girone B
Aetna Mascalucia – Pallamano Haenna
Albatro Siracusa – Regalbuto
Ortigia Siracusa – Pallamano Mascalucia

venerdì 19 novembre 2010

Palermo, il PSI presenta un saggio su Riccardo Lombardi

Sabato 20 novembre alle ore 16,00 a Palermo, presso il Salone della Lega delle Cooperative di via Alfonso Borrelli n°3, sarà presentato il saggio “Lombardi e il fenicottero”, pubblicato dal giornalista Carlo Patrignani per le edizioni “L’Asino d’oro”. Ne discuteranno l’ex assessore regionale Turi Lombardo, Giorgio Muscarello, Gim Cassano, Roberto Sajeva ed Antonio Matasso, segretario provinciale del Psi, insieme all’autore. Il volume, che ha la prefazione di Marco Pannella, ricostruisce la storia politica ed umana del leader nazionale della sinistra socialista, nato nel 1901 nel paese siciliano di Regalbuto.

giovedì 18 novembre 2010

Situazione esplosiva tra i lavoratori ecologici della provincia di Enna

Una situazione quella dei lavoratori ecologici di tutto il territorio provinciale che potrebbe esplodere da un momento all’altro, perché gli stessi di spettanze non ne vedono arrivare, nonostante diversi comuni abbiano inviate le anticipazioni all’Ato Rifiuti. Si parla che i sindaci dei comuni di Enna, Agira, Barrafranca, Regalbuto, Valguarnera abbiano inviato delle anticipazioni all’Ato Rifiuti, ma che questi soldi sono stati bloccati perché l’Ato ha subito un pignoramento dal titolare della General Monteggi di Catenanuova, con tutte le conseguenze del caso. Questo stato di cose, la mancanza di liquidità, provocherà sicuramente delle proteste da parte dei lavoratori che attendono il pagamento delle spettante. I primi a protestare sono stati i lavoratori di Regalbuto, che martedì mattina, si sono presentati presso gli uffici di SiciliAmbiente in via Roma per chiedere il pagamento degli stipendi, ma i dirigenti hanno dovuto rispondere picche perché non hanno ricevuto soldi dall’Ato Rifiuti, nonostante i sindaci abbiano operato delle anticipazioni. Il comune di Enna pare che abbia versato 180 mila euro, sono una bella somma, potevano essere pagati diversi stipendi, anche agli amministrativi, invece tutti sono rimasti a bocca asciutta. La protesta incomincia a serpeggiare in tutto il territorio provinciale a causa del malcontento dei lavoratori ecologici,i rappresentanti sindacali sono stati presi in contropiede dal sequestro giudiziario delle somme, ed il sindaco Garofalo si è preoccupato di chiedere un intervento del prefetto, Giuliana Perrotta, perché sblocchi questa somma che il comune di Enna aveva destinato per il pagamento degli stipendi dei lavoratori che operano nel territorio comunale. I rappresentanti sindacali sono preoccupati perché potrebbe succedere, da un momento all’altro, la protesta generale dei lavoratori, la mancata raccolta dei rifiuti solidi urbani e, quindi, la crisi in questo settore. E’ un problema che Ato Rifiuti e SiciliAmbiente devono affrontare con una certa urgenza perché ogni giorno che passa aumenta la protesta e potrebbero verificarsi problemi di ordine pubblico, mentre i sindaci continuano ad ignorare il problema della stabilizzazione delle tariffe e del pagamento delle bollette per cercare di dare una tranquillità finanziaria al settore, cosa mai avvenuto. Si prende sempre tempo ed intanto i cittadini cominciano ad abituarsi a non pagare le bollette. Tra Ato Rifiuti e SiciliAmbiente, da qualche tempo, non c’è colloquio, addirittura SiciliAmbiente ancora non sa ufficialmente cosa è stato deciso nell’ultima assemblea dei sindaci; la mancanza di una corrispondenza aperta e collaborativa che potrebbe creare ulteriori problemi ad una situazione che già di per se stessa è esplosiva.

ASD Regalbuto: tutti a disposizione per la sfida contro l'Olimpiadi

Dopo la sfortunata trasferta contro il Fiumicino, l’A.S.D. Regalbuto si troverà di fronte l’Olimpiadi Bisceglie. I ragazzi di Marquez hanno dalla loro il fattore ‘casa’, in quanto il Palasport ‘Giovanni Paolo II’ è diventato la fortezza dei regalbutesi.

L’Olimpiadi Bisceglie viene da un’ottima vittoria in casa contro il Fasano (4 a 2) e si trova all’11° posto in classifica ad u due punti dal Regalbuto decimo.

Contro i regalbutesi mister Ventura dovrà fare a meno di Friselli, squalificato, per il resto dovrebbe avere tutta la formazione a disposizione.

L’A.S.D. Regalbuto deve ritornare alla vittoria, dopo la brusca frenata contro la Finplanet Fiumicino si deve tornare presto alla vittoria per evitare di perdere punti preziosi e fondamentali in questa fase della stagione dove tutte le squadre sono staccate da poche lunghezze.

Tra le fila dei regalbutesi tutti dovrebbero essere a piena disposizione.

mercoledì 17 novembre 2010

500 anni dalla nascita di G.F. Ingrassia

Fervono i preparativi per la commemorazione dell’illustre scienziato siciliano Gian Filippo Ingrassia. Nato a Regalbuto nel 1510, Gian Filippo Ingrassia medico ricercatissimo, fu il primo ad occuparsi, con molto fondamento, di medicina legale. Egli scrisse un’opera dal titolo Methodus dandi relationes che era già pronta per la stampa fino dal 1568. Disgraziatamente non venne mai pubblicata e solo ai nostri tempi, precisamente nel 1914, il manoscritto venne dato alla stampa. In esso è trattato il tema delle mutilazioni, delle perizie per esonerare dalla tortura, il modo di esaminare i deformi e gli avvelenati, le disposizioni e i provvedimenti da usarsi per i lebbrosi, sia che dovessero essere espulsi dalla città, sia che dovessero essere chiusi in casa o che non dovessero essere ammessi ai pubblici ritrovi. Divenuto lettore unico presso l’Università di Napoli, le sue scoperte più importanti furono senza alcun dubbio quelle anatomiche. E fu proprio l’importanza da lui data all’osservazione dettagliata e personale dell’anatomia umana e il suo eccezionale spirito d’osservazione che lo portarono alla scoperta, avvenuta nel 1546, dell’ossicino dell’orecchio interno che egli stesso battezzò “staffa o deltoide” e che permise una più idonea comprensione dello stimolo acustico.
Venerdi 19 e sabato 20 novembre sono state organizzate dall’Associazione Prometeo e da un comitato scientifico composto da dieci professori dell’Università degli Studi di Catania, due giornate commemorative proprio in occasione dei 500 anni dalla nascita di Ingrassia. L’evento è stato patrocinato dall’Assessorato regionale dei beni culturali, dalle Province regionali di Enna e Catania, dei Comuni di Catania e Regalbuto, degli ordini dei medici delle province di Enna e Catania, dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania. Il programma prevede venerdì 19 novembre alle ore 14.30 presso la biblioteca “Giambattista Caruso”di Piazza Università a Catania un convegno scientifico (composto da tre sessioni di lavoro) nelle quali relazioneranno alcuni tra i più importanti professori di anatomia umana e patologica, di medicina legale e di igiene e sanità pubblica dell’università catanese. Nella mattina di sabato 20 novembre, invece, presso il cine-teatro Urania di Regalbuto si terrà una interessante tavola rotonda nella quale importanti medici e diverse autorità civili (tra i presenti il sindaco di Catania Stancanelli) parleranno proprio delle opere dello scienziato siciliano. Alle ore 10.00 sarà inaugurata una targa commemorativa dedicata a Gian Filippo Ingrassia, mentre in tarda mattina, dopo l’atteso convegno, saranno assegnate da parte dell’amministrazione comunale regalbutese due borse di studio a studenti regalbutesi meritevoli iscritti nell’anno accademico 2009/2010 al corso di laurea in medicina e chirurgia.

Pallamano femminile: Successo del Regalbuto sulla 4Enna

È andato al Città di Regalbuto il derby di pallamano, serie A2 femminile, giocato domenica scorsa. A cedere, dopo una gara che li ha visti sempre in vantaggio, è stata la Handball 4Enna. C’era attesa per questo incontro che tornava a giocarsi dopo qualche anno, complice l’assenza di una formazione ennese in serie A2. Alla Handball 4Enna, va un plauso per come ha giocato, mentre al Città di Regalbuto vanno i tre punti in palio. Obiettivo il presidente del Città di Regalbuto, Vittorio Di Benedetto, nell’analisi della partita: “I nostri avversario sono stati in vantaggio per quasi tutta la partita, ma a mio parere hanno pagato l’inesperienza”.
La Handball 4Enna ha messo in mostra tanta voglia di vincere ed un gioco veloce, mentre la manovra del Città di Regalbuto è apparso lento e prevedibile e non è un caso se a fine primo tempo le ennesi conducevano per 11-8; un passivo che è aumentato al 32′, 12-17. Qui, però, è scattata la scintilla delle regalbutesi che hanno aumentato la pressione fino a portarsi sul punteggio di parità, 18-18, al 50′. Gli ultimi dieci minuti si sono giocati sul filo di lana e con le due squadra che si concedevano un gol a testa, tanto che al 59′ il punteggio era di 22-22. Ma a dare una volta alla partita, naturalmente in favore della padrone di casa, ci ha pensato, a trenta secondi dalla fine, Bivona, autrice del gol partita.
“Sono soddisfatto del risultato, sicuramente no del gioco” ammette con onestà Di Benedetto che, però, gioisce per la vittoria “che permette di metterci in una posizione più tranquilla in classifica”. Alla Handaball 4Enna non resta che accettare il verdetto finale, ma con la certezza che se continueranno a giocare così come fatto a Regalbuto, il futuro non potrà che ripagare.

lunedì 15 novembre 2010

La Rahl Butahi ferma la capolista Mareluna Village

Nel girone B del campionato regionale di serie C2 di calcio a cinque, sabato scorso davanti ad un folto pubblico assiepato sulle tribune del Giovanni Paolo XXIII di Regalbuto che si è divertito ad assistere ad un incontro, che a detta di tutti i presenti è stato uno dei migliori da quando si gioca nel palazzetto dello sport regalbutese, i ragazzi di mister Vincenzo Saccone vincendo, hanno dimostrato di poter competere alla pari con tutte le squadre del girone e sopratutto con la forte capolista Mareluna Village. Il cinque a due per i regalbutesi però non deve trarre in inganno, perchè la partita è stata assai equilibrata, bella, agonisticamente avvincente, interpretata dalle due formazioni così come deve essere considerata una gara sportiva, dove il far play ha vinto dal primo minuto e concluso con la visita del presidente del sodalizio palermitano negli spogliatoi dei regalbutesi per complimentarsi con giocatori e dirigenti. Si ferma a sette la striscia di vittorie consecutive del Mareluna Village che rimane però saldamente in testa alla classifica del girone B. La Rahl Butahi scende in campo con grande carica agonistica e avvia un’ottimo pressing che crea qualche difficoltà al Mareluna Village nella costruzione del gioco, ma sono proprio gli ospiti ad avere le occasioni da rete più ghiotte rintuzzati però dal quintetto regalbutese che nel corso del primo tempo guadagna due sacrosanti calci da fermo (un rigore e un tiro libero) trasformati da Capuano. Si va al riposo sul due a zero ma nel secondo tempo le emozioni non mancano. Subito sul tre a zero in contropiede realizzato da Insinga la gara sembra essere chiusa ma la reazione degli ospiti è veemente e a cavallo tra il decimo e il diciottesimo minuto accorciano lo svantaggio con Nino Cascino e con Tommaso Lo Medico. La partita prende la piega definitiva quando mancano tre minuti alla fine e viene tentata dal Mareluna la carta del portiere di movimento, ma, come spesso accade, si rivela un’arma a doppio taglio, e prima con un preciso tiro dalla propria metà campo e poi ancora una volta sugli sviluppi di un tiro libero la formazione di Regalbuto porta il risultato sul 5 a 2. Soddisfatto mister Saccone: “Era ciò che mi aspettavo dai ragazzi che si sono preparati a questa gara con scrupolosità onorando uno spettacolo che ha divertito i nostri tifosi. Complimenti al Mareluna perchè è una ottima squadra e rimane la candidata principale alla promozione”. Da parte degli ospiti il presidente Agostino Lo Medico ha dichiarato: “Ringrazio la società Rahl Butahi nella sua interezza (giocatori, allenatore e dirigenti) per la splendida accoglienza, il clima di assoluta sportività con cui hanno affrontato la gara, e l’assoluta disponibilità nei nostri confronti. Ospitalità che certamente ricambieremo nella partita di ritorno!”.

Parco dell'Etna: recuperato lo storico Rifugio Citelli

Rinasce lo storico Rifugio Citelli: il commissario straordinario del Parco dell'Etna Ettore Foti, insieme al direttore f.f. Alfio Zappalà e ai dirigenti Francesco Pennisi e Agata Puglisi, ha presentato al sindaco di Sant'Alfio Salvatore Russo – nel cui territorio ricade il rifugio - e al Club Alpino Italiano, proprietario dell'edificio, la nuova struttura, totalmente recuperata dal Parco grazie anche alla concreta sinergia con il Comune e il Cai. Presente anche il vicesindaco di Sant'Alfio Giuseppe Nicotra e il comandante del Distaccamento Forestale di Zafferana Etnea Sebastiano Spugnetti.

"La ristrutturazione del Rifugio Citelli, una vera perla incastonata in un luogo di grande suggestione naturalistica, tradizionale punto di riferimento per gli escursionisti dell'Etna, conferma l'impegno dell'Ente per accelerare il pieno recupero di infrastrutture storiche di grande importanza per la fruizione turistica, localizzate nei vari versanti all'area protetta", sottolinea il commissario del Parco Ettore Foti.

Per il sindaco Salvatore Russo, "la rinascita del Rifugio Citelli rappresenta un evento molto importante per la comunità di Sant'Alfio e per le tante attività, turistiche ed escursionistiche, che con il recupero di questa storica struttura potranno essere promosse dall'amministrazione. C'impegneremo al massimo perché il Rifugio possa essere fruito e valorizzato nel migliore dei modi".

Il presidente della sezione del Cai di Catania Vincenzo Emilio Pavone, da parte sua, esprime grande soddisfazione: "Ringraziamo molto il Parco, che rilanciando questa bellissima struttura avvicina il territorio agli escursionisti e ai turisti e dimostra in maniera concreta di volere favorire la fruizione e non imbalsamarla. Noi, semplici amanti della natura e appassionati camminatori sull'Etna, ritroviamo nel Rifugio Citelli recuperato un grande punto di riferimento".

Il Rifugio Citelli, localizzato in zona "C" del Parco dell'Etna nell'antica caldera del cratere avventizio "Monte Concazze" a 1741 m., è individuato come punto base n. 15 dal Decreto Istitutivo del Parco. E' uno dei luoghi simbolici dell'escursionismo etneo: inaugurato il 16 ottobre 1935, il nome è dedicato al prof. Salvatore Citelli, illustre cattedratico di otorinolaringoiatria alle Università di Catania e Torino, originario di Regalbuto e grande appassionato dell'Etna, che lo fece costruire in uno straordinario contesto naturalistico per poi donarlo al Club Alpino Italiano.

Obiettivo del recupero è la realizzazione di una struttura ricettiva adatta ad accogliere il flusso turistico sul versante nord orientale del Parco. Le opere effettuate riguardano principalmente la sistemazione dei locali e degli spazi necessari a garantire la ricettività e la fruibilità, anche da parte dei diversamente abili, del punto base. Sono stati conservati e opportunamente restaurati l'originaria insegna del Cai e il bassorilievo in bronzo, simbolo del Rifugio.

La ristrutturazione è stata realizzata secondo le più avanzate tecniche basate sulla ecocompatibilità ambientale e il risparmio energetico.

Partita la formazione per 210 soggetti svantaggiati

Parte lunedì 15 e martedì 16 novembre, nei centri Eda di Caltagirone e Palagonia, l'attività di formazione (100 ore) che impegna 210 soggetti svantaggiati (105 disabili e 105 giovani in condizioni di disagio) fruitori e protagonisti del progetto, per complessivi 1,5 milioni di euro - promosso da un'ampia coalizione territoriale e curato dall'Agenzia di sviluppo integrato - finalizzato alla loro integrazione e inserimento lavorativo.

La coalizione territoriale è formata da Provincia di Catania, Comuni di Caltagirone (capofila), Castel di Iudica, Grammichele, Militello, Mineo, Mirabella Imbaccari, Palagonia, Radddusa, Ramacca, San Cono, San Michele di Ganzaria, Scordia, Vizzini, da tre Comuni della provincia di Enna (Catenanuova, Centuripe e Regalbuto), dai centri Eda (Educazione degli adulti) «Narbone» di Caltagirone e «Ponte» di Palagonia, fondazione Microcredito e Sviluppo e da quattro partner privati (Adis Onlus, Consorzio Sol Calatino, Consorzio cooperative sociali Sole e società consortile Concreta).

I fruitori e protagonisti dell'iniziativa (che durerà due anni) sono stati selezionati secondo una ripartizione proporzionale al numero di abitanti: 36 a Caltagirone; 8 ciascuno (in totale 64), a San Cono, San Michele di Ganzaria, Mirabella, Mineo, Raddusa, Castel di Iudica, Catenanuova e Centuripe; 10 ciascuno (complessivamente 30), a Militello, Vizzini e Regalbuto; 20 ciascuno, per un totale di 80, a Ramacca, Palagonia, Scordia e Grammichele.

«La formazione - spiega l'assessore alle Politiche sociali di Caltagirone, Cristina Navarra - è propedeutica alla seconda fase (400 ore), che si concreterà in attività di work esperience in aziende private».
«L'obiettivo - sottolinea il sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro - è la realizzazione di azioni di supporto ai soggetti svantaggiati con percorsi di formazione, orientamento ed esperienze di lavoro finalizzati all'acquisizione di competenze specifiche».

giovedì 11 novembre 2010

I ragazzi di Marquez rifanno la valigia per affrontare il Fiumicino

Dopo la vittoria casalinga in casa contro il Fasano per 8 a 3 è tempo di fare di nuovo la valigia per il quintetto di mister Marquez: si parte per Fiumicino.

Trasferta molto difficile per l’A.S.D. Regalbuto contro il Finplanet Fiumicino reduce da un pareggio contro il Cogianco Genzano.

Emer e compagni tenteranno di portare a casa punti preziosi per la classifica. I regalbutesi si trovano momentaneamente a quota 9 punti in quinta posizione, i romani, invece, si trovano a quota 14 punti al secondo posto dietro la leader Acireale a quota 15 punti.

Il Finplanet Fiumicino non ha ancora perso e l’unico risultato poco positivo l’ha avuto proprio contro il Cogianco Genzano -affrontato dal Regalbuto due settimane orsono (2 a 2 finale)-. Le due squadre laziali si sono sfidate in una partita al cardiopalma, pareggiata dal Genzano in rimonta.

Il Regalbuto in trasferta ha racimolato solo 2 punti e nella trasferta contro il Finplanet l’obiettivo è vincere. I siciliani non andranno a Fiumicino a giocare per un pareggio ma giocheranno per tornare a casa vincitori. In questa fase di campionato non si può sbagliare e non si devono lasciare punti per strada.

La partita si terrà al Pala To Live di Roma alle ore 17.

Assemblea nazionale dei circoli del PD

Si è svolta a Roma, all’Auditorium della Conciliazione, sabato 6 novembre, l’Assemblea nazionale dei circoli del Partito Democratico. La federazione Provinciale di Enna ha partecipato con una nutrita delegazione composta dal Segretario Provinciale Mario Alloro e da numerosi segretari di circolo: Pippo Bertini di Assoro, Marcella Gianfranceschi Calascibetta, Vittorio Di Gangi del Cittadino di Enna, Tiziana Arena di Enna Bassa, Luigi Bellettati di Nicosia, Giovanni Barrile di Pietraperzia, Nino Di Naso di Leonforte, Ranieri Ferrara di Piazza Armerina, Fabio Arena di Valguarnera e Giuseppe Privitera di Regalbuto.
L’assemblea con la quale il Segretario Nazionale Bersani ha voluto riunire i rappresentanti dei circoli di tutta Italia per rilanciare l’attività del partito, conclude la fase congressuale del PD con 6.800 congressi celebrati in tutt’Italia, che testimoniano l’esistenza di un partito vivo, radicato nel territorio e aperto al confronto democratico.
I lavori sono stati aperti dal Responsabile Nazionale dell’organizzazione Nico Stupo, e si sono susseguiti con gli interventi di diversi segretari di circolo in rappresentanza di tutto il territorio nazionale e dei circoli all’estero. Gli interventi hanno posto l’accento sull’unità del partito, denunciando come le divisioni interne rischino di vanificare l’impegno dei circoli auspicando la riunificazione delle forze di sinistra ed una maggiore attenzione ai contenuti e agli impulsi che provengono dalla base.
Le parole più ricorrenti – lavoro, ambiente, giovani, beni culturali, lotta al precariato, pari opportunità, rinnovo della classe dirigente, sviluppo ecosostenibile – hanno dettato l’agenda di un partito che si candida a governare il Paese nel prossimo futuro.
Al termine dei lavori l’intervento di Bersani ha evidenziato come il rinnovamento del PD sia già in atto a partire dai dirigenti locali e precisato le differenze sostanziali tra la politica della maggioranza e le proposte del PD.
Il segretario ha infine annunciato la manifestazione nazionale dell’11 dicembre e promosso la mobilitazione “porta a porta”, per promuovere la proposta di governo del PD e denunciare i danni del berlusconismo.
In coda ai lavori parte della delegazione ennese ha incontrato il responsabile nazionale dell’organizzazione Nico Stumpo.

lunedì 8 novembre 2010

Soddisfazione API Regalbuto per intitolazione villa a Vincenzo Gamiddo

Nel corso della celebrazione del 92° anniversario della liberazione, domenica mattina il vice sindaco Salvo Cardaci, annunciava ai presenti che l’amministrazione comunale di Regalbuto aveva accolto la nostra proposta di intitolare un luogo pubblico (la villa comunale) al partigiano “Fiamma” Vincenzo Gamiddo. Gamiddo era partito poco più che vent’enne per partecipare alla lotta partigiana contro il nazi fascismo. Morì in Piemonte, pare durante un rastrellamento tedesco, fucilato assieme ad altri compagni. Oggi è ancora seppellito nel cimitero dedicato ai partigiani di Asti. “La notizia non può che darci soddisfazione – dichiara il segretario di Alleanza per l’Italia Vincenzo Saccone – soddisfazione che è già stata espressa al vice sindaco il giorno stesso dell’annuncio. La soddisfazione nasce dalla certezza che non bisogna perdere la memoria storica della città regalbutese e soprattutto di quegli uomini che rappresentano un patrimonio storico – culturale, esempio anche per le future generazioni. Il partigiano “Fiamma” Vincenzo Gamiddo era stato già onorato ad Asti dall’allora sindaco prof. Gaetano D’Agostino, il quale, invitato dalle autorità piemontesi, si era recato ad Asti, con il gonfalone cittadino per presenziare agli onori ai caduti per la liberazione della patria.
Poi tutto cadde nel dimenticatoio, fino a quando, venuti a conoscenza della storia di Gamiddo, è sembrato opportuno inserire tra i personaggi illustri di Regalbuto, anche chi, come “Fiamma” si era immolato per la patria.

Imprenditore Monaco ammette di avere pagato il pizzo

Tra gli arrestati nell’operazione Iblis si trova l’imprenditore di Regalbuto, Sandro Monaco, il quale, al Gip di Catania, nel corso dell’interrogatorio ha ammesso di aver pagato il pizzo, sottolineando di averlo fatto solo per paura. Gli interrogatori si sono svolti nel carcere di Bicocca, e Sandro Monaco ha risposto per quasi un’ora al gip Luigi Lombardo. L’imprenditore regalbutese, che, in passato, è stato vittima di un attentato incendiario di matrice mafiosa (episodio denunciato ai carabinieri) è difeso dall’avvocato ennese Giovanni Palermo. Di Sandro Monaco si parla nelle intercettazioni telefoniche ed ambientali di alcuni catanesi con il boss Aiello, dove definito un soggetto “che paga regolarmente”, ed in caso di necessità si “fa prestare i soldi da qualche amico pur di mettersi a posto”. Il Pm lo accusa di essere concorrente nel reato di mafia ed ovviamente da qui è scattata l’accusa di concorso esterno. Ha anche confermato che lui non c’entra per niente con il progetto del Parco Tematico di Regalbuto. Sandro Monaco ha anche spiegato al magistrato di non aver mai comprato terreni o altro nella zona dove doveva sorgere il Parco perché era scettico sulla realizzazione di questo mega progetto. Al termine dell’interrogatorio, il difensore di Monaco, Giovanni Palermo, si è riservato di presentare un ricorso al Tribunale del Riesame di Catania per la liberazione del suo assistito.

Serie A2F girone C, tutte in campo nel week-end

Ancora a -5 punti la Pallamano Acireale e l’Handball 4 Enna cercheranno di dimezzare i punti di penalità proprio contro la Puntese e la Polisportiva Guidotto Licata.

La capolista Scinà Palermo invece affronterà la Città di Regalbuto, squadra di mezza classifica, puntando ovviamente a mantenere la prima posizione superando anche l’altra attuale capolista, il Floridia, questo week end a riposo.

Mentre l’Hybla Major, dopo il passo falso di sabato contro il Regalbuto, cercherà di rimettersi in carreggiata contro la Polisportiva Don Luigi Sturzo.

venerdì 5 novembre 2010

Due medaglie al merito di guerra a Francesco Intraguglielmo

Domenica 7 novembre prossimo si celebrerà in tutta Italia il 92° anniversario della vittoria. Anche a Regalbuto il sindaco Gaetano Punzi ha già predisposto l’organizzazione di un evento che si ripete ogni anno per ricordare i caduti per la liberazione della patria. Quest’anno però a Regalbuto, oltre al protocollo che prevede la celebrazione della S. Messa alle ore 10,30 ed il corteo al Milite ignoto, nell’occasione il sottotenente Giorgio Samuele, consegnerà al nonno Francesco Intraguglielmo, classe 1922, due croci al merito di guerra, inviate dalla regione militare sud – centro documentale di Catania. E’ stato proprio il sottotenente Giorgio, memore dei racconti del nonno, a effettuare accurate ricerche che consentissero di ripercorrere le fasi più importanti della vita di guerra del sig. Intraguglielmo. Nato a Regalbuto il 14/1/1922, a vent’anni parte per il servizio militare e alla dichiarazione di guerra del duce, venne chiamato il 4/9/1942 nel secondo reggimento fanteria a Imola, per poi essere trasferito in Grecia nell’11° reggimento fanteria il 30 settembre dello stesso anno. Catturato però dai tedeschi, fu internato in Germania e liberato dalla prigionia il 2 aprile del 1945. Ad agosto dello stesso anno rientrò a Milano dove rimase per più di un anno per poi essere posto in congedo illimitato nel luglio del 1946. Quella del sig. Intraguglielmo è una storia comune a quella di milioni di altri Italiani che si sono opposti al regime nazista. Riceverà la croce al merito di guerra e il distintivo di guerra della liberazione, oltre all’essere autorizzato ad applicare tre stelle d’argento. La cerimonia di consegna degli onori di guerra si svolgerà nei locali degli ex combattenti in piazza Vittorio Veneto, dopo la deposizione delle corone di alloro ai caduti.

Pallamano femminile: Primi punti per il Città di Regalbuto

È stata subito riscattata la sconfitta del primo turno patita dal Città di Regalbuto nel campionato di pallamano femminile, serie A2. Le ragazze allenate da Nencu hanno, infatti, battuto in casa l’Hybla Mayor 26-24 al termine di una gara che ha visto le ragazze regalbutesi disputare un’ottima partita. “Ho visto la voglia di vincere della squadra” ha spiegato il presidente Vittorio Di Benedetto che continua: “Dopo la deludente sconfitta della prima giornata era importante una reazione delle ragazze e così è stato”.
La prestazione del Città di Regalbuto è stata molto convincente e, nonostante il risultato finale con una differenza di appena due gol, la vittoria non è mai stata in dubbio.
“Mi ha colpito l’aspetto psicologico della squadra – riconosce Di Benedetto -, ho visto le ragazze determinate, chissà, l’aria di casa avrà fatto bene”. A trascinare la squadra verso la vittoria sono stati i gol, nove, dell’allenatrice-giocatrice Marilena Nencu, anche se quasi tutta la squadra è andata in rete.
Con questi tre punti il Città di Regalbuto sale a tre punti, così come Hybla Mayor e Don Luigi Sturzo, appostata alle spalle di Floridia e Scinà a punteggio pieno. E proprio quest’ultimi saranno i prossimi avversari del “sette” rosa di Regalbuto: “È una delle candidate alla vittoria del campionato, servirà una prestazione attenta di tutte le ragazze, io confido in loro e nella conduzione tecnica della Nencu”.

giovedì 4 novembre 2010

Operatori ecologici occupano aula Consiliare

Gli operatori ecologici di Regalbuto si sono fermati ed hanno scioperato. E’ l’ennesimo sciopero, l’ennesimo tentativo di poter ricevere gli stipendi che mancano da agosto. Ancora una volta hanno simbolicamente occupato la piazza della Repubblica con i loro mezzi e la sala consiliare del municipio. Si viene a creare così un grave disagio per le famiglie interessate: non si possono pagare le bollette, difficoltà per i rifornimenti elementari. Immaginiamo: come si fa ad andare avanti in una famiglia dove l’unica fonte di sostentamento è lo stipendio mensile? Ma c’’è un altro grave disagio per le popolazioni interessate: la mancata raccolta dei rifiuti. Anche oggi però i 16 dipendenti di Siciliaambiente hanno ritirato i sacchetti dell’immondizia nelle scuole, negli asili e negli uffici pubblici, lasciando invece i sacchetti appesi dai balconi delle case per quella fatta porta a porta.
“Ci stanno mettendo nelle mani degli usurai – dichiara il sig. Scavone rappresentante sindacale – Tutti noi abbiamo preso impegni non indifferenti e le banche non aspettano. Siamo stanchi delle promesse non mantenute. E’ dal mese di agosto che aspettiamo e tre mesi senza stipendio sono tanti“.
I lavoratori di SiciliAmbiente sono stati ricevuti a colloquio con l’assessore Vito Cardaci il quale ha sostenuto il fatto che “non possiamo – ha dichiarato – fare di più perché anticipiamo man mano che facciamo cassa. Abbiamo spiegato loro – conclude Cardaci – che andremo a regime quando i cittadini entro il mese di dicembre pagheranno la Tarsu del 2009, le cui bollette sono state già emesse dalla Serit“.
Nella tarda mattinata di ieri i mezzi di trasporto erano stati tolti dalla piazza ma l’occupazione dell’aula consiliare è continuata. Da poco più di una settimana, si stanno pagando le bollette della Tarsu del 2009 . Entro il mese di novembre dovrà essere pagata la prima rata, mentre la seconda scadrà il 31/12/2010. Al di là di tutto la speranza per questi lavoratori è legata proprio al pagamento delle bollette .

Mafia: operazione ‘Iblis’ dei Ros, 50 arresti tra esponenti Cosa Nostra, coinvolto anche imprenditore di Regalbuto

Cinquanta esponenti di Cosa nostra etnea, appartenenti alle famiglie di Catania, Caltagirone e Ramacca, arrestati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catania, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia per associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, omicidio, distruzione di cadavere, estorsione, intestazione fittizia di beni e altri delitti, tutti aggravati dalle finalita’ mafiose. Questo l’esito dell’operazione ”Iblis” messa a punto dai Carabinieri Ros e del Comando provinciale di Catania che ha portato, per altro, a un provvedimento di sequestro di beni per un valore complessivo di oltre 400 milioni di euro che colpisce gran parte degli indagati, dei loro familiari e di prestanome. Si tratta di 104 imprese, oltre 100 fabbricati, tra abitazioni, ville e capannoni industriali, piu’ di 400 appezzamenti di terreno, 137 auto e motoveicoli e mezzi da lavoro e 79 conti bancari e postali.

La misura abbraccia l’ingente patrimonio immboliare, finanziario ed imprenditoriale illecitamente accumulato negli anni dall’associazione mafiosa non solo nelle province siciliane di Catania, Palermo, Messina, Siracusa e persino nella realizzazione di un parco divertimenti tematico: quello, mai nato, di Regalbuto, in provincia di Enna, ma anche a Roma e nelle province di Pisa, Ravenna e Pordenone.
Tra gli arresti frutto dell’operazione ”Iblis” portata a termine dai Carabinieri Ros e del Comando provinciale di Catania compaiono anche politici regionali e imprenditori siciliani. Si tratta di Fausto Fagone, gia’ sindaco di Palagonia e deputato dell’assemblea regionale siciliana, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa; Antonino Sangiorgi, consigliere provinciale di Catania; Francesco Ilardi e Giuseppe Tomasello, consiglieri comunali di Ramacca, e Giovanni Barbagallo, geologo incaricato presso diversi enti locali della zona: tutti raggiunti dal provvedimento cautelare.

In particolare, si legge in una nota dei militari, e’ stata confermata la capacita’ di penetrazione di Cosa nostra etnea nella Pubblica Amministrazione, nonche’ l’esistenza di un consolidato sistema di condizionamento degli appalti pubblici e di reperimento di finanziamenti regionali.

Il procuratore di Catania, Vincenzo D’Agata, ha precisato che ”non e’ stata un’indagine mirata esclusivamente o prevalentemente alla politica o verso qualche politico in particolare” e che ”ogni riferimento riguardante il presidente Lombardo e risultante dalle indagini e’ stato oggetto di attenta valutazione, specie con riguardo alla sua valenza sul piano probatorio ed alla sua capacita’ di resistenza alle critiche difensive, non ritenendone, allo stato, la idoneita’ per adottare alcuna iniziativa processuale nei suoi confronti”.
(ASCA)

L’elenco degli arrestati
Vincenzo Aiello, Alfio Aiello, Salvatore Alma, Francesco Arcidiacono, Giuseppe Arena, Giovanni Barbagallo, Antonio Bergamo, Giovanni Buscemi, Giovanni Calcaterra, Bernardo Cammarata, Rocco Caniglia, Angelo Carbonaro, Salvatore Conti, Franco Costanzo, Salvatore Di Bennardo, Rosario Di Dio, Giovanni D’Urso, Giuseppe Ercolano, Mario Ercolano, Fausto Fagone, Alfonso Fiammetta, Natale Filloramo, Carmelo Finocchiaro, Pietro Guglielmino, Francesco Ilardi, Mariano Incarbone, Francesco La Rocca, Graziano Lo Votrico, FrancescoMarsiglione, Girolamo Marsiglione, Michele Marsiglione, Santo Massimino,
Sandro Monaco, Felice Naselli, Massimo Oliva, Pasquale Oliva, Liborio Oieni, Francesco Pesce, Giacomo Polizzi, Rosario Ragusa, Sebastiano Rampulla, Vito Roccella, Antonino Sangiorgi, Agatino Santagati, Vincenzo Santapaola, Mario Scinardo, Tommaso Somma, Antonino Sorbera, Giuseppe Tomasello, Agatino Verdone.

mercoledì 3 novembre 2010

MAFIA: COLPO A COSA NOSTRA SPA A CATANIA, SIGILLI A 105 IMPRESE

Una rete inossidabile e capillare di affari. Un'impero economico che Cosa nostra etnea difendeva e sviluppava grazie alla complicita' di imprenditori e politici.
E' quanto emerge dall'operazione antimafia "Iblis", scattata nel catanese, che ha portato all'arresto di 48 persone su 50 ordini di cattura emessi, nell'ambito della quale sono state accolte dal Gip Luigi Barone richieste di sequestro per almeno 400 milioni di euro, e comprendenti 105 imprese, ben 522 immobili, agricoli ed urbani e 137 auto e motoveicoli e attrezzature industriali, tra cui macchine operatrici e gru.
L'indagine a tutto campo eseguita dal Ros, ha spiegato il procuratore di Catania Vincenzo D'Agata, infatti, "oltre a permettere l'individuazione dei ruoli e delle attivita' dei soggetti apicali operanti nella provincia di Catania, ha permesso anche di individuarne le fonti ed i profitti degli illeciti arricchimenti dei quali si e' chiesto ed ottenuto il sequestro". Nella rete dei carabinieri affari e settori come l'eolico e il fotovoltaico, il Parco commerciale La Tenutella, Controllo trasporti a Palagonia, il Parco tematico di Regalbuto, la metanizzazione e le cooperative edilizie; rigettato il provvedimento nei confronti dei supermercati Eurospin.Proprio sul versante degli affari, D'Agata ha spiegato che l'indagine ha evidenziato la leadership di Cosa nostra rispetto alle altre organizzazione "per la sua capacita' di condizionare le piu' importanti vicende imprenditoriali assicurandosi l'aggiudicazione diretta degli appalti o i subappalti attraverso un circuito di imprese amiche ad essa connesse rigorosamente chiuso", incassando ingenti somme attraverso la "messa a posto" in misura del 2-3% dell'importo dei lavori. E' emerso il ruolo di Enzo Aiello - rappresentante provinciale di Cosa nostra, cui era demandata la cura degli appalti dei quali monitorava i bandi, intrattenendo poi sistematici rapporti con gli imprenditori e non assolvendo invece alcun ruolo nel settore del pizzo e attivita' estorsive ai danni di commercianti. Rilevata anche la capacita' di introdursi nei nuovi settori dell'economia, come le energie alternative. Confermata l'esistenza della "bacinella grossa", nella quale confluiscono tutte le somme riscosse a titolo di messa a posto dalle imprese, e della "carta delle imprese" contenente la rendicontazione delle somme ricevute dalla associazione a tale titolo. Apopurata anche la natura di imposizione generale e obbligatoria rappresentata dalla "messa a posto", dovuta anche dagli affiliati, con possibilita' di rateizzazione i relazione allo stato di avanzamento dei lavori e la capacita' di infiltrarsi nella pubblica amministrazione, capacita' a volte messa a disposizione anche delle imprese appaltatrici.Sono emerse le figure di imprenditori, ha sottolienato il procuratore D'Agata, "con ruolo di centralita' quale indispensabile mediatore degli interessi degli interessi dei politici e pubblici funzionari da una parte e imprenditori dall'altra".