È di cinque arresti per rapina aggravata il bilancio dell’operazione denominata “San Giorgio” intrapresa la sera del 27 febbraio dal Comando Provinciale Carabinieri di Enna in sinergia con le Compagnie Carabinieri di Enna e Nicosia con i rispettivi Nuclei Operativi e le Stazioni Carabinieri di Assoro e Regalbuto.
Il tutto ha inizio con una richiesta di intervento al 112 pervenuta a seguito della perpetrazione di una rapina a mano armata ai danni del Bar denominato “Dario” sito nella frazione San Giorgio di Assoro. Nella circostanza due malviventi travisati ed armati di pistola, dopo aver fatto irruzione nell’esercizio pubblico, tenendo sotto minaccia il proprietario Dario Basilotta ed un astante, intimavano agli stessi di consegnare il denaro ed asportavano dal registratore di cassa la somma contante di euro 350,00.
L’immediata reazione coraggiosa del titolare permetteva che il reato non portasse ad ulteriori conseguenze nefaste. Infatti, il proprietario approfittando di una distrazione del rapinatore armato di pistola, cercava di disarmarlo, ne nasceva una colluttazione che metteva in fuga il rapinatore. Il tempestivo intervento dei militari dell’Arma ed in primis del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Enna Ten. Col. Baldassare Daidone, che assumeva la direzione delle indagini, coadiuvato dal Comandante Interinale della Compagnia Carabinieri di Enna S. Ten. Francesco Zangla, permetteva il rinvenimento, nella località Mazzola del quartiere Bannò di Assoro, dell’autovettura Alfa Romeo 147 abbandonata dai rapinatori.
All’interno dell’autovettura, personale specializzato della Sezione Investigazioni Scientifiche – Reparto Operativo – del Comando Provinciale intervenuto, riveniva e sequestrava una riproduzione fedele di una pistola semiautomatica di piccole dimensioni, senza tappo rosso, ed altro materiale utile alle investigazioni. Le ricerche dei rapinatori in fuga venivano estese in altri territori, in particolare su quello di Regalbuto, in quanto il veicolo rinvenuto era intestato a persona di quel luogo. Ciò permetteva di raccogliere importanti elementi probatori volti all’identificazione dei soggetti che, a vario titolo, avevano preso parte all’azione delittuosa.
Identificato uno dei partecipanti alla rapina, a nome Pittalà Gaetano di anni 24, veniva sottoposto a fermo di indiziato di delitto, il quale immediatamente interrogato dal Procuratore Capo della Repubblica – presso il Tribunale – di Nicosia, Fabio Scavone, forniva le indicazioni per l’identificazione degli altri correi alla rapina, tra i quali figurava anche un minore degli anni 18.
Il Procuratore della Repubblica disponeva pertanto il fermo di indiziato di delitto a carico di Di Vita Giuseppe di anni 29, Spata Giuseppe di anni 23 e Rocchetta Vincenzo di anni 26, tutti da Regalbuto. Poiché il Procuratore della Repubblica – presso il Tribunale per i Minorenni non poteva intervenire tempestivamente, la polizia giudiziaria procedeva a sottoporre al fermo di indiziato di delitto il minore S. M. di anni 17, anch’egli di Regalbuto.
Un quinto correo, già identificato in Vincenzo Rocchetta, che si era sottratto ai rigori della legge facendo perdere le sue tracce, ieri veniva anch’esso sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Gli oggetti rinvenuti e sequestrati saranno sottoposti ad esami di laboratorio specifici.
I maggiorenni sottoposti a fermo di indiziato di delitto sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Nicosia, mentre il minore è stato associato presso il Centro di Prima Accoglienza per minori di Caltanissetta, tutti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.
“L’ottimo risultato conseguito premia il sacrificio e l’impegno profuso dai Carabinieri nel lavoro svolto quotidianamente ed allo stesso tempo mira a far percepire ancor più quella sicurezza di cui la gente chiede sempre in maggior misura e di cui ha diritto” questo il commento del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Enna, Ten. Col. Baldassare Daidone in merito all’operazione.

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