venerdì 1 aprile 2011

Messina Marathon, Incerti madrina. Record di iscritti: 800 alle tre gare

Alla fine il record di presenze domenica ci sarà. La Messina Marathon di Messina supera se stessa con gli oltre 800 iscritti alle tre gare del programma agonistico.
Almeno sotto il profilo della quantità questa 4. edizione segna il nuovo limite della risposta di Messina, ma soprattutto del resto del mondo dell'atletica, all'offerta della Odysseus di una gara su un percorso pianeggiante ed al tempo stesso suggestivo.
Sotto l'aspetto tecnico, l'aver dovuto rinunciare agli ingaggi, ha tenuto lontano dalla "entry list" quei top runner che avevamo ammirato l'anno scorso, specie nello splendido finale in volata.
La presentazione al primo piano della sede centrale del Banco di Sicilia (l'istituto assegnerà l'omonimo terzo trofeo al vincitore), è servita a svelare come i timori dei giorni scorsi sull'affluenza, espressi dagli stessi organizzatori, fossero stati fugati dalle copiose iscrizioni dell'ultimo momento ed è stata altresì utile per conoscere i nomi più importanti al via della maratona e la mezza.
L'atleta più rappresentativa sulla linea di partenza della Fiera in realtà non gareggerà. Si tratta di Anna Incerti, la migliore maratoneta azzurra del momento, che sarà a Messina solo per fare da madrina tecnica. La Incerti, palermitana, è bronzo europeo 2010 e domenica scorsa è arrivata seconda alla Stramilano.
Sarà lei a dare il via ad una prova nella quale a giocarsi l'arrivo sul nastro teso dalle miss, ci sarà sicuramente il marocchino Adil Lyazali, 33 enne tesserato per la Casone Noceto Parma, dal 2004 siciliano d'adozione sportiva anche se trasferitosi da quest'anno a Reggio Emilia. In carriera, in Sicilia, ha vinto la mezza a Scordia e solo dieci giorni fa quella di Rimini. Il suo miglior tempo tempo sui 21 km, quest'anno è arrivato tre settimane fa a Ravenna con 1h06'04''. Sempre in Sicilia l'anno scorso ha vinto quella che è stata la prima ed unica Maratona dei Mille a Marsala (500 partecipanti sulle stesse tre distanze di Messina e ora cancellata), chiudendo con 2h20'49'' nel maggio scorso. Nell'ultima di New York ha fatto registrare un più modesto 2h27'.
I migliori tempi del maghrebino sono simili a quelli di un altro protagonista, Filippo Lo Piccolo. Il palermitano è stata la sorpresa italiana all'ultima maratona di New York con il ventesimo posto assoluto, primo degli europei. Per questo si cimenterà nella Maratona di Boston. Sta lavorando sodo a Palermo per la data del 18 aprile, e così ha deciso di avvicinarsi al prestigioso appuntamento americano, testandosi a Messina dove avrà il pettorale n.2. Il numero uno andrà invece ad un personaggio di interesse assoluto. Dopo diversi mesi di acciacchi e poco allenamento, è tornato a gareggiare il romano Giorgio Calcaterra. Più noto come il "tassista volante" per via del suo mestiere, è un vero e proprio stakanovista delle maratone. Nel 2000 riuscì a correrne 16, tutte sotto le due ore e venti.
Dopo circa sei mesi di assenza, da qualche settimana è tornato (ultima gara a Ladispoli) e sarà a Messina per una probante verifica sui 42 km. Fra i migliori anche Vito Massimo Catania dell'Atletica Regalbuto, che in terra etnea il 12 dicembre scorso ha vinto con 2h29'35''. In campo femminile ci sarà Tatiana Betta a fare la differenza, reduce dal secondo posto del 2010 in 2h54'07''. Ad ottobre è stata seconda a Cagliari.
Oltre che sui 42 km, domenica si correrà anche sulla mezza "Eufemio da Messina" (favorito ancora una volta Bibi Hamad) e sui 9500 metri della "Shakespeare Run". «La maratona va considerata – ha detto Costantino Crisafulli della Fidal Messina – come evento sportivo-turistico. Al di là dei top runner bisogna valutare bene l'indotto che muovono 800 e più iscritti in città. Questo è il vero successo». A fare gli onori di casa ieri mattina Gabriella Macauda, responsabile area Commerciale di Messina di UniCredit. «Crediamo che sostenendo una manifestazione di questa portata possiamo veicolare i nostri valori di equità, onestà e di rispetto che costituiscono gli elementi del nostro modo di essere».

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