martedì 12 aprile 2011

Il Grande Perseguitato

"Io sono l'uomo più processato d'Italia e per i processi ho avuto 2.952 udienze. Ho speso in consulenti e avvocati, non svenite, più di 600 miliardi di lire...", ha dichiarato recentemente Berlusconi. In realtà, se si escludono le indagini aperte e poi archiviate, è stato sottoposto a 16 dibattimenti penali, 12 conclusi e 4 in corso (Ruby, Mills, Mediaset, Mediatrade). Dei 12 conclusi, 2 sono finiti per amnistia (falsa testimonianza sulla sua iscrizione alla P2 e acquisto dei terreni di Macherio). Da 5, è uscito indenne perchè, a forza di tirare in lungo, è sopraggiunta la prescrizione (All Iberian/1, lodo Mondadori, caso Lentini-Milan, bilanci Fininvest 1988-'92, bilancio consolidato Fininvest). 3 sentenze sono state di assoluzione, seppur spesso con formule dubitative (tangenti alla Guardia di finanza, Medusa, Sme-Ariosto/1).
Oggi è più chiaro il perchè Berlusconi l'abbia fatta franca in 2 processi (Guardia di finanza e All Iberian): grazie alle testimonianze reticenti del suo avvocato inglese, David Mills, compensato con 600 mila dollari. Per questo, il presidente del Consiglio è oggi sotto processo per corruzione di testimone. Da 2 processi (All Iberian/2 2 Sme-Ariosto/2), Silvio è poi uscito perchè "il fatto non è più previsto dalla legge come reato".
Si, perchè nel 2002 il Cavaliere ha provveduto a far depenallizare dal Parlamento il falso in bilancio, reato che gli è stato contestato più volte. Ma adesso deputati e senatori sono di nuovo chiamati in causa: per annullare gli effetti dei processi Mills e Mediaset, grazie al taglio dei tempi di prescrizione per gli incensurati. E proprio a tal fine, i risultati di tutta questa storia giudiziaria sono inoppugnabili: il Cavalier Berlusconi è un perfetto incensurato...
Il rimbalzo tra aule di giustizia e aule parlamentari è infatti il vero segreto di questa gimkana. Il premier ha tentato nel 2001 di azzerare i suoi processi con una legge che rendesse non utilizzabili le prove raccolte con rogatorie internazionali. Poi con la legge Cirami (2002) ha cercato di rendere più facile il trasferimento dei processi per "leggittimo sospetto sull'imparziabilità del giudice". Con il lodo Schifani (2003) ha tentato di rendere improcessabile se stesso e altre quattro cariche dello Stato. Con la legge Cirielli (2005) ha provato a chiudere qualche procedimento riducendo una prima volta i termini di prescrizione. E con il lodo Alfano (2008) ha di nuovo introdotto l'improcessabilità delle alte cariche dello Stato.
Alla fine, consuetudini internazionali, Cassazione e Corte Costituzionale hanno smontato una ad una le leggi ad personam. Ora però Berlusconi gioca l'ultima carta: la riforma della giustizia "epocale", da inserire dentro la stessa Costituzione. "Stravolgendo gli equilibri tra poteri e subordinando il giudiziario all'esecutivo" protestano i magistrati. Staremo a vedere. Intanto la gimkana continua.
E il 6 aprile è iniziata la prova più difficile: quella di Ruby "Rubacuori", con le centinaia e centinaia di intercettazioni telefoniche, le telefonate alla Questura di Milano, le testimonianze imbarazzanti delle "ragazze dell'Olgettina", i conti correnti dei pagamenti delle notti di Arcore. E quelle due accuse così inconsuete e così difficili da aggirare: concussione e prostituzione minorile. Come finirà l'ultima gimkana del Grande Perseguitato?

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