
Da parte di SiciliAmbiente, la società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti solidi, è stato fatto un piano di esuberi comune per comune. Ad uscire dovrebbero essere 149 lavoratori ecologici, ai quali aggiungere altri 40/50 dipendenti del settore amministrativo. Un taglio molto forte che, comunque, non andrebbe a risolvere del tutto i problemi finanziari dell’Ato Rifiuti, di SicilAmbiente e dei 20 comuni della provincia.
Ovviamente i maggiori tagli si avrebbero ad Enna con 23 tagli su 70 lavoratori, 14 su 28 a Leonforte, 18 su 22 ad Agira. Per quanto riguarda Nicosia il sindaco ha dichiarato che non ci saranno licenziamenti, e lo stesso ha fatto il primo cittadino di Piazza Armerina, che ha un organico di 53 lavoratori ed un esubero di 16. Quello di Agira è sicuramente il taglio più consistente perché si riduce l’organico da 22 a soli 4 dipendenti, il che significa che non ci sono le condizioni per assicurare un servizio di raccolta dei rifiuti. Ecco nei comuni della provincia quali sono gli organici e quali gli esuberi. Agira 22 lavoratori 18 gli esuberi; Aidone 7 con 3, Assoro 16 con 9; Barrafranca 22 con 8; Calascibetta 10 con 5; Catenanuova 10 con 5; Centuripe 14 con 4; Cerami 4 con 1; Enna 70 con 23; Gagliano 7 con 3; Leonforte 28 con 14, Nicosia 30 con 3; Nissoria 9 con 5; Piazza Armerina 53 con 16; Pietraperzia 18 con 6; Regalbuto 16 con 7; Sperlinga 3 con 1; Troina 23 con 8; Valguarnera 9 con 4; Villarosa 15 con 7 con un totale di 386 lavoratori di cui 149 in esubero.
Per ben due volte l’assemblea dei sindaci, convocata dall’Ato Rifiuti, non ha potuto deliberare per mancanza di numero legale, anzi i presenti alla riunione non hanno voluto approvare il bilancio dell’Ato, che prevedeva l’elenco dei debiti che ogni socio ha nei confronti dell’Ato Rifiuti, e si tratta di somme consistenti visto che la Provincia regionale dovrebbe dare 2 milioni e mezzo; il comune di Enna un milione e settecento mila euro, gli altri comuni accusano debiti che vanno da un milione (Nicosia e Piazza Armerina) sino a 500 mila euro. Ma al di là di queste valutazioni rimane sempre in discussione il costo del servizio che sicuramente non coincide con i piani economici, elaborati dai vari comuni, perché ridotto all’osso e questo dovrebbe comportare una riduzione dell’organico del personale di SiciliAmbiente ed anche una riduzione del servizio con tutte le conseguenze del caso, perché non bisogna dimenticare che la legge regionale sui rifiuti,varata recentemente dall’ARS, punta decisamente e senza alcuna giustificazione di parte, a migliorare in maniera sensibile la raccolta differenziata cosa di cui nelle assemblee dei sindaci non si parla più e SiciliAmbiente, la società che gestisce il servizio, non è nelle condizioni di poter effettuare la raccolta differenziata che in provincia è intorno al 3 per cento, la più bassa percentuale registrata in Sicilia. I debiti che i sindaci hanno nei confronti dell’Ato Rifiuti dovranno essere messi in bilancio perché in caso contrario si varerebbe un bilancio non veritiero. Per quanto riguarda il costo del servizio di raccolta dei rifiuti, che per SiciliAmbiente è stato rinnovato per sei mesi, c’è da valutare cosa vorranno fare i sindaci perché se rimangono i piani economici varati da ogni singolo comune ci sarà da ridurre l’organico del personale e nel contempo la diminuzione del servizio con la probabilità che si entri in emergenza rifiuti in tutto il territorio provinciale. La differenza tra il costo previsto e le offerte è abbastanza consistente perché si tratta di una differenza di sei/sette milioni di euro da recuperare, poi c’è il problema della discarica di Cozzo Vuturo che viene a costare qualcosa come quattro milioni e mezzo di euro, che vengono incassati dalla Regione. Per quanto riguarda la riduzione del personale, per lunedì prossimo il vertice di SiciliAmbiente ha convocato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali presso l’Ufficio provinciale del lavoro per affrontare il problema della mobilità dell’organico del personale, 149 lavoratori ecologici e 40 amministrativi, tranne i lavoratori che sono in servizio a Nicosia e Piazza Armerina, in quanto i due sindaci, collaborati dal consiglio comunale, hanno assicurato la conferma dell’organico, quindi senza licenziamenti, mentre di contro ad Agira da venti si arriverebbe a sole quattro unità lavorative con evidenti difficoltà ad effettuare il servizio di raccolta dei rifiuti.
Insomma, se si licenziano gli esuberi, il servizio di ritiro della spazzatura non è garantito. Se non si licenziano gli esuberi, l'ATO non ha i soldi e loro scioperano... e chi ci va di mezzo sono sempre i cittadini! Che tristezza...
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