Ha rischiato la vita un 46enne di
Catania mentre in compagnia di amici effettuava un'escursione nelle
vicinanze del lago Pozzillo. Intorno alle 10,30 di martedì scorso,
ma la notizia si è avuta ieri, S.S. veniva attaccato da uno sciame
di api, soccorso immediatamente dagli amici, è stato subito
accompagnato in centro a Regalbuto presso la prima farmacia utile. Al
malcapitato veniva consigliato di rivolgersi presso lo studio medico
posto nei vicini paraggi. Così, in preda ad un iniziale shock
anafilattico, lo stesso, trascinato a fatica al secondo piano dello
studio medico, giungeva in gravissima crisi respiratoria. Constatata
la gravità, il medico allertava il 118 con medico Anestesista
Rianimatore a bordo dell’ambulanza sita in contrada Tre
Vie.
Tempestive le cure da parte dell’equipe del 118, che trattava il paziente in loco e dopo una adeguata stabilizzazione dei parametri vitali e la ripresa dello stato di coscienza veniva trasferito nel vicino Ospedale Umberto I di Enna in osservazione.
”Due considerazioni vanno fatte su questo episodio – dichiara il dottor Grassia – nonostante l’avvio del 118 con medico rianimatore a bordo, pubblicizzato in maniera congrua dagli organi di stampa, si assiste con rammarico che i cittadini e nella fattispecie una farmacista anziché comporre il fatidico numero 118, abbia dirottato il paziente in grave stato di shock dal non tanto vicino medico di famiglia. E’ improponibile e non si capisce come uno studio medico possa essere allocato al secondo piano di uno stabile con una scala a semi chiocciola intransitabile per il trasporto d’emergenza. Non si comprende come mai chi ha il dovere di verificare da parte dell’ASP la fruibilità dei luoghi deputati all’accoglimento di persone, siano esse anziane oppure diversamente abili, non si sia attivato come da norma regionale a provvedere ad allinearsi agli standard civili di abbattimento delle barriere architettoniche. Per fortuna è andata bene, domani chissà”.
Riceviamo e pubblichiamo la seguente precisazione:
La sottoscritta Furia Barbara titolare dell’omonima Farmacia sita in Piazza della Repubblica 23, Regalbuto, chiarisce i fatti riportati: all’interno della mia farmacia si presentava il Sig. Rino Maccarrone in qualità di cliente-amico chiedendo del bentelan a fiale senza specificare dosaggio e motivo della richiesta. La sottoscritta chiede cosa fosse successo e chi fosse il destinatario del farmaco, a questo punto il Sig. Maccarrone fa scendere dalla macchina l’amico che non si presentava affatto in stato di shock anafilattico anzi chideva lui stesso la somministrazione intamuscolare del farmaco da parte mia. Nella qualità di farmacista ho ritenuto opportuno non somministrare alcun farmaco poichè ciò non rientra nelle mie competenze. Decido, dunque, di mandare il paziente dal medico più vicino (circa 20 m.). Altresi voglio precisare che il Sig. Maccarrone se avesse ritenuto che lo stesso fosse in stato di shock anafilattico avrebbe potuto condurlo prima presso l’ambulatorio del 118 sito lungo il percorso che dal lago Pozzillo porta in paese. Quindi il primo soccorso per quanto riguarda le competenze del farmacista è stato eseguito in modo professionale .
Tempestive le cure da parte dell’equipe del 118, che trattava il paziente in loco e dopo una adeguata stabilizzazione dei parametri vitali e la ripresa dello stato di coscienza veniva trasferito nel vicino Ospedale Umberto I di Enna in osservazione.
”Due considerazioni vanno fatte su questo episodio – dichiara il dottor Grassia – nonostante l’avvio del 118 con medico rianimatore a bordo, pubblicizzato in maniera congrua dagli organi di stampa, si assiste con rammarico che i cittadini e nella fattispecie una farmacista anziché comporre il fatidico numero 118, abbia dirottato il paziente in grave stato di shock dal non tanto vicino medico di famiglia. E’ improponibile e non si capisce come uno studio medico possa essere allocato al secondo piano di uno stabile con una scala a semi chiocciola intransitabile per il trasporto d’emergenza. Non si comprende come mai chi ha il dovere di verificare da parte dell’ASP la fruibilità dei luoghi deputati all’accoglimento di persone, siano esse anziane oppure diversamente abili, non si sia attivato come da norma regionale a provvedere ad allinearsi agli standard civili di abbattimento delle barriere architettoniche. Per fortuna è andata bene, domani chissà”.
Riceviamo e pubblichiamo la seguente precisazione:
La sottoscritta Furia Barbara titolare dell’omonima Farmacia sita in Piazza della Repubblica 23, Regalbuto, chiarisce i fatti riportati: all’interno della mia farmacia si presentava il Sig. Rino Maccarrone in qualità di cliente-amico chiedendo del bentelan a fiale senza specificare dosaggio e motivo della richiesta. La sottoscritta chiede cosa fosse successo e chi fosse il destinatario del farmaco, a questo punto il Sig. Maccarrone fa scendere dalla macchina l’amico che non si presentava affatto in stato di shock anafilattico anzi chideva lui stesso la somministrazione intamuscolare del farmaco da parte mia. Nella qualità di farmacista ho ritenuto opportuno non somministrare alcun farmaco poichè ciò non rientra nelle mie competenze. Decido, dunque, di mandare il paziente dal medico più vicino (circa 20 m.). Altresi voglio precisare che il Sig. Maccarrone se avesse ritenuto che lo stesso fosse in stato di shock anafilattico avrebbe potuto condurlo prima presso l’ambulatorio del 118 sito lungo il percorso che dal lago Pozzillo porta in paese. Quindi il primo soccorso per quanto riguarda le competenze del farmacista è stato eseguito in modo professionale .
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