lunedì 13 dicembre 2010

Provincia Enna: Presentazione catalogo 344 incunaboli conservati nelle biblioteche

Sarà presentato giovedì 16 dicembre, alle ore 9, nella Sala Cerere, il catalogo dei 344 incunaboli conservati nelle biblioteche di Agira (36), Aidone (5), Enna (59), Nicosia (77), Piazza Armerina (109), Pietraperzia (36), Regalbuto (15) e Troina (7). Pietro Scardilli e Sebastiano Venezia hanno curato il catalogo, che si compone di 289 schede perché di alcuni ne esistono più copie. Per gli incunaboli che riproducono la stessa opera, i curatori hanno compilato una sola scheda. Il catalogo è stampato e pubblicato dall’Officina di Sudi Medievali di Palermo. Alla presentazione del catalogo interverranno: l’arch. Maurizio Campo, assessore ai beni culturali della Provincia di Enna, il dott. Domenico Ciccarello ed il prof. Alessandro Musco dell’Università di Palermo e, naturalmente, Scardilli e Venezia. Il catalogo contiene una nota introduttiva di una quarantina di pagine di Henri Bresc, un storico medievalista francese di grande spessore molto apprezzato negli ambienti accademici italiani. E’ stato un lavoro da certosini quello che hanno fatto Scardilli e Venezia per catalogare gli incunaboli perché questi libri stampati nella seconda del Quattrocento non hanno frontespizi e riportano indicazioni molto approssimative sul titolo e l’autore. Gli autori del catalogo hanno dichiarato che “si tratta di un patrimonio librario abbastanza ampio ed assai composito, sopravvissuto allo scempio delle leggi eversive del 1866 e fino ad ora poco conosciuto, se non addirittura ignoto, agli studiosi ed ai bibliofili”. Tra gli incunaboli conservati nelle biblioteche comunali dell’Ennese ci sono testi di teologia, filosofia, astronomia, diritto, medicina, storia, opere classiche, letteratura e musica. A Nicosa è conservato un incunabolo con un’opera di Omero, probabilmente l’unico esistente in Italia. Una autobiografia di Giovanni Boccaccio, appartenuta a Tommaso Fazello, è ad Agira. A Piazza Armerina è conservato un manuale di medicina con delle annotazioni in ebraico. Questi libri antichi circolavano in una cerchia ristretta di lettori, che non erano estranei alle correnti culturali europee del Quattrocento. Il catalogo degli incunaboli rivela aspetti inediti sulla storia di questa parte centro settentrionale della Sicilia, che non mancheranno di suscitare l’attenzione e l’interesse degli storici.

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