La Sicilia è salva, almeno per adesso. L’Isola, infatti, non sarebbe presente nella lista stilata dalla Sogin, che comprende una cinquantina di siti idonei ad accogliere scorie radioattive in Italia. L’elenco, individuato dalla società preposta alla gestione e messa in sicurezza degli impianti nucleari, comprenderebbe diverse aree che attraversano gran parte della Penisola: in particolare il Viterbese, la Maremma, la zona di confine tra la Puglia e la Basilicata, le colline emiliane e, per finire, il Piacentino ed il Monferrato. La lista, comunque, non è ancora ufficiale, nonostante le proteste che si sono già levate dalle presunte aree individuate.L'esclusione della Sicilia fa, dunque, tirare un sospiro di sollievo a chi vive nell'Isola. In fondo, non sono lontani i tempi in cui la Commissione europea, nel 1977, individuava, tra i 134 siti italiani idonei ad ospitare un deposito geologico per i rifiuti radioattivi, ben 11 località siciliane. La lista comprendeva diversi siti nell'Ennese, tra cui Regalbuto, Agira, Assoro e Villapriolo; era presente anche Milena, nel Nisseno e Realmonte, Montallegro e Porto Empedocle, nell'Agrigentino. Inoltre, erano presenti anche le miniere di Salinella e Pasquasia, tra Enna e Caltanissetta.
Proprio quest'ultima, ha fatto molto parlare di sé per le presunte scorie radioattive che sarebbero state illegalmente depositate al suo interno. La miniera di Pasquasia, attiva fino al 1992, è stata la più importante miniera di solfati in Sicilia. Dopo la chiusura, è stata avviata un'indagine per sospetti rifiuti nucleari che sarebbero stati lì sepolti dal 1995, mentre la popolazione locale era all'oscuro di tutto. Ciò spiegherebbe l'improvvisa chiusura della miniera, che era fonte d'occupazione per migliaia di persone. Ufficialmente la miniera venne smantellata per gli alti costi di realizzazione di una lunga condotta di scarico. Ovviamente, le istituzioni hanno da sempre negato la presenza di scorie tossiche nella zona, ma ancora oggi, nell'area, si registra un alto tasso di tumori e leucemie tra la popolazione.
Come è noto, dal 2008 il nostro Paese si è riavvicinato al nucleare, vent'anni dopo che i governi Goria, De Mita e Andreotti portarono a termine quell'esperienza. Sarà più facile, di conseguenza, smaltire scorie sotto il nostro naso. Ma siamo proprio sicuri che, nel frattempo, anche in tempi non sospetti, non siano stati sotterrati rifiuti radioattivi illegalmente? Ultimamente la Sicilia è stata interessata da strani fenomeni apparentemente inspiegabili: i misteriosi incendi di Canneto di Caronia, il pavimento bollente di Riesi e adesso anche gli strani blackout nella galleria di Tremonzelli. Cosa si nasconde sottoterra?
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